Riccardo Bruni
CAPALBIO (Grosseto)
COME spesso accade sono le contraddizioni a rendere un posto unico. Per Capalbio, almeno, è così. Capalbio è un litorale meraviglioso dove stabilimenti balneari con cocktail party e librerie tra gli ombrelloni convivono con un tratto di spiaggia libera da sempre frequentato da naturisti, che al telo da mare etnico preferiscono un look adamitico. L’immancabile passeggiata sul bagnasciuga offre un panorama dove la natura presidia i suoi spazi, grazie all’impegno degli operatori dell’Oasi del Wwf che abbraccia il lago di Burano, e si lascia frequentare dai suoi vip in costume da bagno e cellulare che hanno reso noti (o hanno approfittato della loro notorietà per goderne di riflesso) posti come l’Ultima Spiaggia e Macchiatonda, in quell’atteggiamento tra il ciarliero e il compiaciuto colto da Gene Gnocchi quando, ai tempi di «Quelli che il calcio» di Simona Ventura, cantava «Pomeriggio d’agosto in spiaggia a Capalbio, per capire le nuove tendenze radical chic».

PUNTUALI come ogni anno sono arrivati Francesco Rutelli e Barbara Palombelli, Margherita Buy, Claudia Gerini, Laura Morante e Claudio Amendola. Scelgono Capalbio anche Franco Bassanini, Furio Colombo, Ilaria D’Amico, Chicco Testa, Andrea Purgatori, Cristina Comencini, Giorgio Pasotti e Nicoletta Romanoff, Giuliano Amato, Afef e in passato persino il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con sua moglie Clio. Qui la politica finge di andare in vacanza: indossa short e infradito, ma si prepara al rientro intessendo vicinanze di ombrellone e tavolino pronte a tradursi in inedite (o riedite) prossimità politiche. Vent’anni fa il Pds nacque da queste parti, a casa dell’allora segretario Achille Occhetto di fronte alla quale dicono che si trovasse una quercia ispiratrice. Quello stesso Occhetto immortalato nel famoso bacio di Capalbio a Aureliana Alberici mentre qualche tempo dopo sarebbe stata paparazzata Lilli Gruber in topless all’Ultima Spiaggia.

GLI ANNI passano, certe cose no: alla scorsa edizione del Premio Capalbio, ospite in piazza a parlare di prospettive economiche c’era l’ex commissario europeo Mario Monti (insieme alla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia), e gli osservatori già parlavano di prove generali per un governo tecnico.

CAPALBIO è la bella campagna incontaminata, fatta di agriturismi in cui riscoprire le tradizioni della Maremma raccontata dai butteri, e frazionamenti agricoli con progetti di ville e piscine finiti al Tar. Capalbio è piazza Magenta, il cuore del borgo medievale dove in estate scorrono presentazioni letterarie e dibattiti dedicati ai grandi temi della politica e dell’economia, con via vai di auto blu lungo l’unico tratto di Aurelia che ha due sole corsie (ma c’è un progetto approvato dal Cipe che vorrebbe farne un’autostrada fino ad Ansedonia). È anche piazza dei Pini, dove a pochi giorni di distanza si svolgono Capalbio Art, una raffinata rassegna di cinema d’autore, e la sagra del cinghiale, dove il piatto forte sono tortelli e pappardelle fatte in casa.
La sera in spiaggia è un aperitivo in musica e crudité di verdure, mentre nel borgo una passeggiata lungo la splendida cinta muraria fa da antipasto alla cucina maremmana dei ristoranti che offrono tradizione e ricercatezza. Ma Capalbio è anche la Scuola dei cavalcanti, che ogni anno ripropone la transumanza e le giostre con il bestiame preso al lazo. Sono le passeggiate a cavallo tra il Giardino e Valle d’Oro, che adesso ospita anche un parco archeologico.
Proprio nella sua campagna Capalbio è anche il Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle, summa delle contraddizioni per quel suo modo di suscitare emozioni contrastanti in chi lo ama e in chi lo detesta: senza mezzi termini. Perché, comunque vada, i mezzi termini non sono mai di casa nei luoghi che amano così tanto far parlare di sé. E a Capalbio, nonostante quella sua aria innocente da buen retiro nella natura dove vip e non vip siedono accanto sotto lo stesso sole, far parlare di sé è sempre piaciuto.