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27 giu 2022

Ballottaggi: vince Letta, il Campo è quasi largo. Il centrodestra paga le sue divisioni

Sconfitta pesante a Verona, delusione a Lucca per il segretario dem che però riconquista l’Emilia

27 giu 2022
raffaele marmo
Politica
National Secretary of Democratic Party, Enrico Letta (2L), pictured with Deputy of Democratic Party, Francesco Boccia (L), Head of Democratic Party�s Group at the Senate, Simona Malpezzi (2R), and Head of Democratic Party�s Group at the Lower House, Debora Serracchiani (R), comments the Municipal elections in Italy at the electoral committee in Democratic Party�s headquarters, Rome, Italy, 26 June 2022. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
Enrico Letta con Francesco Boccia e Simona Malpezzi (Ansa)
National Secretary of Democratic Party, Enrico Letta (2L), pictured with Deputy of Democratic Party, Francesco Boccia (L), Head of Democratic Party�s Group at the Senate, Simona Malpezzi (2R), and Head of Democratic Party�s Group at the Lower House, Debora Serracchiani (R), comments the Municipal elections in Italy at the electoral committee in Democratic Party�s headquarters, Rome, Italy, 26 June 2022. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
Enrico Letta con Francesco Boccia e Simona Malpezzi (Ansa)

La vittoria di Damiano Tommasi a Verona, civico sostenuto da una coalizione di centro-sinistra, fa premio su tutto o quasi: Enrico Letta vince, Matteo Salvini e Giorgia Meloni dovranno leccarsi le ferite della guerra intestina. Ma il risultato del centro-sinistra è anche più eclatante se si aggiungono i successi ottenuti a Parma, Piacenza, Catanzaro, Alessandria e le conferme a Cuneo e con un testa a testa all’ultimo voto, a Monza, mentre alla fine a Lucca perde. E, dunque, ha buon gioco il leader del Nazareno a avvisare prima di mezzanotte che "questa sera si prospetta una grande vittoria del Pd e del centrosinistra". Meloni: subito incontro con Salvini e Berlusconi. La bordata di Tosi su Verona Ballottaggi comunali: tutti i risultati Perché se è vero che i numeri "parlano", e nel caso possono indicare a livello complessivo (tra primo e secondo turno) un sostanziale pareggio tra centro-destra e centro-sinistra, è altrettanto vero che i numeri, però, non dicono tutto. E, principalmente, non raccontano né il significato di certe vittorie e di certe sconfitte né le conseguenze o le indicazioni di prospettiva che i leader in campo possono trarre da esse. E così vale la pena considerare significativamente anche la qualità dei risultati di questo turno di elezioni amministrative e la posta in gioco per il futuro. Prendiamo innanzitutto Letta. Per il segretario del Pd conquistare un capoluogo in più rispetto al disastroso voto del 2017 in epoca renziana (quando il centro-sinistra vinse solo in 5 capoluoghi su 26) sarebbe stato già un buon viatico. E due settimane fa ha confermato Taranto e Padova, strappando Lodi alla Lega, anche se ha perso rovinosamente Palermo. Arrivare oggi a 10 e, dunque, raddoppiare il bottino è, però, un trionfo: vuol dire dire aggiungere (o confermare) Verona, Monza, Piacenza, Parma, Alessandria, Cuneo, Catanzaro. E ...

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