Farmaci e ticket, foto generica (Newpress)
Farmaci e ticket, foto generica (Newpress)

Roma, 1 ottobre 2019 - Ticket sanitari, cambia tutto. Secondo una prima bozza del ddl di riordino della materia dei ticket, annunciato dal ministro della salute Roberto Speranza, il costo ticket sanitari sarà stabilito in base al costo delle prestazioni e del "reddito familiare equivalente", vale a dire del reddito prodotto dal "nucleo familiare fiscale rapportato alla numerosità del nucleo familiare". In soldoni: paga di più chi guadagna di più.

Lo dice chiaro e tondo il neoministro: "Chi ha di più deve pagare di più, chi ha di meno deve pagare di meno". E in un video su Facebook illustra le decisioni dell'ultimo Consiglio dei ministri. "Abbiamo deciso di collegare alla Finanziaria un ddl di riordino della materia dei ticket - ha detto - che è la modalità di compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria. Lo faremo con un criterio di progressività".  Inoltre sarà eliminato il tanto contestato super-ticket sulle prestazioni specialistiche e ambulatoriali.

Plauso dall'assessore al diritto alla salute della Toscana Stefania Saccardi, che con una punta d'orgoglio rivendica: "Siamo ben contenti di questa decisione, e volentieri metteremo a disposizione del ministro la pluriennale esperienza della Toscana, che ormai da otto anni ha rimodulato la quota aggiuntiva, il cosiddetto superticket, in base alle fasce di reddito".

La rivoluzione Speranza

È una rivoluzione quella prospettata dal ministro Speranza che annuncia anche un aumento di 2 miliardi di euro per il Fondo sanitario nazionale nel 2020 rispetto al 2019. Nel video Speranza sottolinea che "di fronte a un ticket sanitario non conta quanti soldi hai e non conta se sei un miliardario o una persona in difficoltà economica. Al di là delle soglie di esenzione, si paga sempre la stessa cosa. Io credo che su questo si possa intervenire con un principio molto semplice: chi ha di più deve pagare di più".
Un cambiamento che, secondo Speranza, guarda all'articolo 32 della Costituzione, che dice che la salute è un diritto fondamentale dell'individuo e un interesse della collettività: "È l'idea di un Sistema sanitario universale in cui non conta quanti soldi hai, in che Regione vivi o il colore della tua pelle, perché hai un diritto sacrosanto ad essere curato, e su questo ci impegneremo nei prossimi mesi". 
Quanto al super-ticket, per il ministro è "un balzello di 10 euro che purtroppo non consente a troppi cittadini di accedere al Servizio sanitario: ieri al Consiglio dei ministri abbiamo scritto per la prima volta che il super-ticket è sbagliato, produce diseguaglianze e quindi ci impegniamo a superarlo", ha assicurato Speranza, affermando che si batterà "nei prossimi mesi perché questo avvenga nel più breve tempo possibile".

La giungla dei ticket in Italia

Attualmente, come emerge dal recente Rapporto Gimbe 2019, in Italia si delinea una vera "giungla dei ticket": infatti, le differenze regionali riguardano sia le prestazioni su cui vengono applicati (farmaci, prestazioni specialistiche, pronto soccorso, etc.) sia gli importi che i cittadini devono corrispondere, sia le regole per le esenzioni. Complessivamente, la compartecipazione alla spesa sanitaria da parte dei cittadini nel 2018 sfiora i 3 miliardi di euro: le Regioni hanno cioè incassato per i ticket 2.968 mln (49,1 euro pro-capite), di cui 1.608 mln (26,6 euro pro-capite) relativi ai farmaci e 1.359 mln (22,5 euro pro-capite) per le prestazioni ambulatoriali, incluse quelle di Pronto soccorso. 

Notevoli le differenze regionali: se il range della quota pro-capite totale per i ticket oscilla da 88 euro in Valle d'Aosta a 33,7 euro in Sardegna, per i farmaci l'importo varia da 36,2 euro in Campania a 16 euro in Piemonte, mentre per le prestazioni specialistiche si passa da 64,2 euro in Valle d'Aosta a 8,5 euro in Sicilia

La carenza di personale in Sanità

Ma nell'agenda ci sono anche altre priorità: "il primo problema è sicuramente quello della carenza del personale. Ci siederemo subito con le Regioni - ha concluso Speranza - per provare a sottoscrivere nel più breve tempo possibile il nuovo Patto per la salute, in cui affronteremo la questione del personale ma anche liste d'attesa e assistenza sul territorio".