Palazzo Madama (Dire)
Palazzo Madama (Dire)

Roma, 26 giugno 2020 - Polemiche a non finire dopo che la Commissione contenziosa di Palazzo Madama ha annullato ieri il taglio dei vitalizi agli ex senatori. Una decisione presa a maggioranza (tre favorevoli e due contrari), con cui la Commissione contenziosa  ha annullato la delibera del Consiglio di presidenza dell’ottobre 2018, che aveva colpito gli assegni degli ex parlamentari. 

Secondo le agenzie, sarebbero due i componenti della Commissione contenziosa a essersi epressi a favore del "ripristino" dei vitalizi. Si tratterebbe dei professori Gianni Ballarani e Giuseppe Dalla Torre, che nella composizione della Commissione figurano come "componenti supplenti per i ricorsi". Insieme a loro il presidente della Commissione Giacomo Caliendo (Forza Italia)Contrari, invece, i due leghisti Simone Pillon, vicepresidente della Commissione, e Alessandra Riccardi, che figura come "componente titolare".

Il Movimento 5 Stelle potrebbe però ricorrere contro il parere della Commissione. E' quanto annunciato dalla vice presidente del Senato, Paola Taverna (M5s):  "A breve proporremo al Consiglio di Presidenza del Senato di fare ricorso contro il ripristino dei vitalizi. La decisione presa ieri dalla Commissione Contenziosa può essere rivista dal secondo e ultimo grado di giudizio interno di Palazzo Madama". Scende in campo anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio che definisce quanto accaduto un atto di "una gravità inaudita" 

Cos'è la Commissione contenziosa

La Commissione Contenziosa decide sui ricorsi presentati dai dipendenti del Senato, contro gli atti e i provvedimenti dell'Amministrazione, nonché sui ricorsi contro le procedure di reclutamento del personale e sui ricorsi presentati avverso gli atti e i provvedimenti amministrativi adottati dal Senato. E' composta da 5 membri, nominati all'inizio di ogni legislatura, con decreto del Presidente del Senato. Attualmente, il presidente della Commissione è Giacomo Caliendo, magistrato e senatore di Forza Italia. Poi ne fanno parte altri due senatori, entrambi della Lega - nominati dal Presidente del Senato -: Simone Pillon, vicepresidente della Commissione, e Alessandra Riccardi. Oltre a loro ci sono due membri "laici", non senatori, che sono nominati dal presidente del Senato sulla base delle loro competenze giuridiche: Gianni Ballarani e Giuseppe Della Torre. 
Insieme ai membri effettivi, sono nominati anche dei "membri supplenti", che sono i due avvocati Giuseppe Luigi Salvatore Cucca e Sabrina Ricciardi. 

Casellati: "Non c'entro nulla"

A mettere un punto sulla sentenza che ha annullato il taglio dei vitalizi è la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, che ha dichiarato: "La Presidente del Senato non c'entra nulla con la decisione della Commissione Contenziosa, che è un vero e proprio tribunale. Non sarebbe corretto nè dal punto di vista etico, nè al punto di vista giuridico". Poi Casellati ha sottolineato: "Pochi mesi fa c'è stata una forte polemica ancora su alcuni componenti e, proprio in nome della trasparenza, ho sollecitato, e posso fare soltanto questo, il cambiamento di alcuni membri, cosa che è avvenuta puntualmente. Quindi a me dispiace molto che questa decisione sia intervenuta in un momento così diffficile per gli italiani, ma comunque la sentenza è appellabile". 

Reazioni 

La decisione di annullare i tagli agli ex senatori ha suscitato reazioni opposte fra le forze politiche. "Ho lo stato d'animo di uno che vede riaffermarsi lo stato di diritto, niente di più'', ha affermato, in un'intervista al nostro giornale, l'ex deputato di Forza Italia Maurizio Paniz, definendosi ''né contento e né scontento''. E ha aggiunto: ''Abbiamo passato anni a piegarci a questa logica populista vuota e inconcludente. Lo sapevano tutti che questa battaglia contro i diritti acquisiti, i nostri come quelli di tanti cittadini in altri campi, non stava in piedi. Ma ci andavano contro solo perché eravamo diventati i simboli della casta''.

Ad attaccare invece è il ministro Luigi Di Maio: "Ci batteremo con fermezza contro ogni tipo di ingiustizia sociale". Poi, su Facebook, Di Maio ha aggiunto: "Pensare di utilizzare i soldi degli italiani per ripristinare degli assurdi privilegi, in una fase così delicata per il Paese e con una crisi economica da affrontare, è un atto di una gravità assoluta". E ha sottolineato come sia "un bene che tutte le forze politiche si siano mostrate unite e compatte contro la reintroduzione dei vitalizi". Sulla volontà di fare ricorso contro il ripristino dei vitalizi è intervenuta Paola Taverna (M5s), sottolineando come "sia l'unica cosa da fare, se veramente vogliamo spazzare via per sempre quel privilegio insopportabile, le raccolte firme e altri annunci di Salvini sono le solite parole vuote, servono i fatti". Poi, Taverna ha aggiunto: "La decisione di tagliare i vitalizi è fondata nel merito, oltre che giusta da un punto di vista etico". 

Dal canto suo il leader della Lega Matteo Salvini ha ribadito che il "4 luglio la Lega raccoglierà le firme anche per abolire una volta per tutte i vecchi vitalizi ancora in vigore". Poi ha aggiunto: "Quelle del Pd sono lacrime di coccodrillo: solo un anno fa voleva aumentare gli stipendi dei parlamentari con tanto di proposta formale del suo tesoriere Zanda". Sul punto anche Giorgia Meloni, presidente di FdI: "Quando portammo la legge sulle pensioni d'oro, il partito che più si spese per impedire che quella legge passasse era il Pd. Il Pd ha fatto muro contro la legge che impediva le pensioni d'oro e che riguardava anche i vitalizi". 

Per i Dem, invece, a intervenire è stata la vicepresidente del Pd Debora Serracchiani: "E' politicamente inaccettabile il blitz della commissione presieduta dal forzista Caliendo. Si reintroduce la stortura dei vitalizi, che hanno contribuito ad allontanare la politica dalla vita dei cittadini: da raddrizzare al più presto. Rinvio al mittente le insinuazioni dell'on. Meloni e le ricordo tra l'altro che, da presidente Pd del Friuli Venezia Giulia, ho abolito i vitalizi in Regione, tra i primi in Italia".