È lo schiaffo più forte per i 5 stelle dall’inizio di questa legislatura. E Vito Crimi, capo politico grillino, grida al complotto: "La Commissione contenziosa del Senato ha appena annullato la delibera sul taglio dei vitalizi agli ex parlamentari – annuncia ieri a tarda sera –. Ci provavano da mesi: lo hanno fatto di notte, di nascosto. È uno schiaffo a un Paese che soffre. La casta si tiene il malloppo, noi non molleremo mai per ripristinare lo stato di diritto e il principio di uguaglianza. Chi dobbiamo ringraziare per questa operazione, la presidenza del Senato?". Ma...


È lo schiaffo più forte per i 5 stelle dall’inizio di questa legislatura. E Vito Crimi, capo politico grillino, grida al complotto: "La Commissione contenziosa del Senato ha appena annullato la delibera sul taglio dei vitalizi agli ex parlamentari – annuncia ieri a tarda sera –. Ci provavano da mesi: lo hanno fatto di notte, di nascosto. È uno schiaffo a un Paese che soffre. La casta si tiene il malloppo, noi non molleremo mai per ripristinare lo stato di diritto e il principio di uguaglianza. Chi dobbiamo ringraziare per questa operazione, la presidenza del Senato?".

Ma cosa è successo? La Commissione contenziosa del Senato, composta dal presidente, Giacomo Caliendo (FI), da Simone Pillon (Lega) e da Alessandra Riccardi (ex M5s, ora Lega) e da altri due membri non senatori, nominati dalla presidente del Senato Casellati, ha accolto in parte i ricorsi presentati da molti senatori assistiti dall’avvocato Maurizio Paniz, ex parlamentare. Ed ha annullato la delibera con tre voti a favore e due contrari, quelli dei senatori della Lega, Simone Pillon e l’ex Cinquestelle Alessandra Riccardi. Il risultato è il ‘ribaltamento’ della decisione assunta con la delibera del Consiglio di presidenza che, nell’ottobre del 2018, aveva deciso il taglio dei vitalizi agli ex parlamentari.

Dalla parte dei 5 stelle, principali artefici della lotta al vitalizio, la reazione è stata sdegnata. "Tutti contro il Movimento 5 Stelle – ha urlato il viceministro Stefano Buffagni – sono schifato ed amareggiato! Noi non molliamo, ma questa gente deve vergognarsi". "In un tempo tra i più bui che il nostro Paese si trova ad attraversare – ha sottolineato l’ex ministra grillina, Barbara Lezzi – ci sono ’onorevoli’ che pensano solo al loro tornaconto. Mi resta lo schifo per questi Dracula, ma troveremo altre strade. Non si possono dare migliaia di euro per qualche giorno in Parlamento. È incivile". E ancora: "Al Senato hanno accolto i ricorsi sui vitalizi che gli avevamo tolto – commenta il deputato grillino Giorgio Lovecchio – non c’è limite alla vergogna! Certi politici perdono il pelo, ma non il vizio: prima viene il conto in banca poi i bisogni del popolo".
Difficile dire come reagirà il M5s di governo colpito nell’orgoglio, ma oggi profondamente diviso in correnti, anche su questo delicato fronte che scava nelle radici e nelle origini del Movimento.

Quel che sembra certo, invece, è che la battaglia non sia finita qui. Il presidente della commissione, Giacomo Caliendo (Forza Italia) invita "a leggere le motivazioni", prevedendo "una montagna di ricorsi". Le motivazioni dell’annullamento sono principalmente tre. Ovvero il fatto che il provvedimento era retroattivo (questione contraria alla giurisprudenza corrente), aveva "effetti perenni" e riguardava una sola categoria, ovvero gli ex parlamentari. "Aspettate di leggere le motivazioni – ha invitato infine Caliendo – potrebbero esserci impugnazioni".