Matteo Salvini (ImagoE)
Matteo Salvini (ImagoE)

Bologna, 14 dicembre 2019 - Nella terra del fare Matteo Salvini rispolvera la vecchia ricetta del pragmatismo per ribaltare il Pd e prendersi finalmente la preda più ambita, la rossa Emilia-Romagna. La prima tappa verso il voto di domenica 26 gennaio 2020, è in programma stasera alle 20,30 al PalaDozza, il palasport nel centro di Bologna tempio del basket e dedicato al mitico sindaco comunista del dopoguerra, che ospiterà l’evento di apertura della campagna elettorale della Lega. Contestatori e collettivi sono già mobilitati con un corteo ("Staranno ben lontani... e se qualcuno dice che la Lega non può andare a Bologna è fascismo rosso"), ma, assicura il leader del Carroccio, quella di stasera "sarà una festa, non un comizio. Con un un po’ di arte, poesia, cultura e tradizione sul palco. E poi, ovviamente, Lucia Borgonzoni, vera protagonista della serata. Mi aspetto il pienone, una marea di gente".

A proposito della Borgonzoni: i suoi critici dicono che non abbia abbastanza esperienza e competenza per guidare l’Emilia-Romagna.
"Ha svolto un lavoro fondamentale in consiglio comunale – anche io l’ho fatto per anni e penso di essere stato un buon ministro –, e ha alle spalle un anno da sottosegretario in uno dei ministeri più belli e complessi, quello dei Beni Culturali".

È sufficiente?
"Lucia si è sempre distinta nel suo lavoro ed è stata molto apprezzata da tutte le imprese e gli attori del settore, che spesso è un settore di sinistra. Questo credo che a Bologna e in Emilia-Romagna significhi tanto".

Saprà affrontare le situazioni complesse che pone il governo di una regione?
"Con la sua esperienza non avrà problemi. E poi stiamo lavorando a una squadra di assoluto livello come in Umbria, con tanti sindaci candidati nelle liste a sostegno della sua candidatura".

Stasera sul palco ci saranno anche i cinque governatori leghisti, compresa Donatella Tesei, fresca di nomina. Perché?
"Perché rappresentano quel buongoverno della Lega sui territori che dura da oltre vent’anni".

Volete sfidare il Pd sul suo stesso terreno?
"In Emilia-Romagna non possiamo dire che la situazione è un disastro, non sarebbe corretto. E Bonaccini, se ha governato cinque anni, non è certo uno sprovveduto. Però ci sono tante cose da migliorare".

Da dove si parte?
"Prendiamo la sanità: se migliaia di pazienti devono andare fuori regione per curarsi in Lombardia e Veneto, a causa delle liste d’attesa, c’è qualcosa di migliorabile. Lo stesso si può dire sugli agricoltori che vengono pagati più tardi che nel resto del Paese e sulla ricostruzione post-terremoto. E poi vogliamo parlare dei costi dei servizi per le famiglie?".

Cosa c’è che non torna?
"Stavo guardando alcuni dati appena usciti che dicono che l’Emilia-Romagna è la regione più cara d’Italia per le mense scolastiche. Su tutti questi temi abbiamo l’ambizione di poter fare meglio della sinistra, senza miracoli e partendo dalle nostre esperienze di governo sul territorio".

Come pensate di convincere gli elettori?
"Nei prossimi settanta giorni gireremo tutte le città e i paesi dell’Emilia-Romagna. Stando su temi molto concreti e aggiungendo la nostra battaglia contro una Manovra che, a partire dalla plastic tax, danneggia soprattutto l’economia di questa regione".

Basterà?
"Qui c’è una voglia di cambiamento pazzesca, concreta: l’ho avvertita girando sul territorio in questi ultimi giorni. Ho avuto e avrò incontri riservati con imprenditori bolognesi che ci daranno una mano sulle proposte e le idee per la regione. Penso che il ricambio, in democrazia, sia normale ed essenziale. Dopo cinquant’anni al governo si tende a sedersi, a non trovare più la forza per innovare".

Il sistema di potere, però, qui è solido. Un partito ancora forte, una cooperazione in salute: sono ingredienti che possono fermarvi?
"In realtà una parte del mondo cooperativo sta già dialogando con noi, a partire da tasse e Manovra. Bisogna distinguere tra tra la cooperazione assistita e politicamente schierata e la cooperazione sana".

È preoccupato della possibile alleanza tra Pd e grillini?
"Per nulla. Facciano quello che vogliono. L’hanno fatta in Umbria e si è visto come è andata".

Se la Lega vince in Emilia, cade il governo. Sarà davvero così?
«Chissà se l’esecutivo arriverà al 26 gennaio, intanto... tra Ilva, Alitalia, gli scioperi di benzinai e vigili del fuoco non può andare peggio di così".