Da sinistra Mark Rutte, Charles Michel e Angela Merkel (Ansa)
Da sinistra Mark Rutte, Charles Michel e Angela Merkel (Ansa)

Bruxelles, 21 luglio 2020 - Una trattativa fiume. L'Europa di fronte ad una sfida fondmentale per il futuro. Sono stati quattro giorni estenuanti al vertice Ue terminato con l'accordo sul Recovery Fund, il maxi piano di aiuti per contrastare la crisi economica scatenara dalla pandemia del Coronavirus. Ma chi ha vinto e chi ha perso? Ecco le pagelle ai protagonisti degli altri Paesi europei.

Angela Merkel: voto 6+

(cancelliera tedesca, 66 anni) Ha mediato, si è scontrata con i Paesi ’frugali’, ha ascoltato con attenzione, oltre alla solita Francia, anche i Paesi mediterranei come l’Italia e la Spagna e del Sud europeo come il Portogallo. Non ha perso, ma la sua leadership non è più assoluta come prima.

Mark Rutte: voto 7,5

(premier olandese, 53 anni) Rutte canta vittoria: per chiudere la battaglia sulla governance, si è arrivati a un compromesso. Il ’super freno di emergenza’ consente a un Paese di portare i suoi dubbi sui piani di riforma all’Ecofin e al Consiglio europeo, ma con un processo non automatico.

Victor Orbàn: voto 6,5

(premier ungherese, 57 anni) È stato, in un certo senso, la ’sorpresa’ di questi tumultuosi giorni di trattativa. Ha volto dimostrare che, nonostante gli accenti sovranisti, l’Ungheria non è un Paese insensibile  alle esigenze delle nazioni mediterranee. Un’operazione mediatica di sicuro effetto.

Emmanuel Macron: voto 5,5

(presidente francese, 42 anni) Si è schierato subito con Italia, Spagna e Portogallo. Ma il fatto che i Paesi ’frugali’ (Olanda, Austria, Danimarca, Svezia e Finlandia) abbiamo messo in discussione l’asse Parigi-Berlino, ha fatto apparire il numero uno francese un pò marginale.

Sebastian Kurz: voto 7

(cancelliere austriaco, 33 anni) È tra i vincitori dei cosiddetti Paesi ’frugali’ che, per la prima volta nella storia, e rischiando una seria picconata alla tenuta all’Unione europea, hanno sfidato la potentissima coppia franco-tedesca. D’ora in poi l’egemonia Parigi e Berlino non è più così scontata.

Ursula von der Leyen: voto 5

(presidente Commissione Ue, 61 anni) È stata costretta, con Michel, Merkel e Macron a scendere sotto la soglia psicologica  dei 400 miliardi di sussidi, venendo peraltro da una proposta iniziale di 500. Tutto per ’colpa’ dei cinque ’frugali’ che peraltro rappresentano poco più del 10% della popolazione europea.

Charles Michel: voto 6

(presidente Consiglio europeo, 44 anni) Per lui non si può parlare di sonora sconfitta, ma si deve valutare la sua azione coi criteri usati dalla von der Leyen. Austria, Olanda, Svezia, Danimarca e Finlandia lo hanno costretto ad accettare  un compromesso forte sui miliardi per i sussidi,  scesi sotto i 400 miliardi.

SCHEDA Quanto spetta all'Italia e cosa prevede l'accordo