Lugi Di Maio (LaPresse)
Lugi Di Maio (LaPresse)

Roma, 12 gennaio 2019 - Il Mise, il ministero dello Sviluppo economico guidato da Luigi Di Maio, torna nel mirino. Questa volta non c'entrano le trivelle, ma i fondi a Radio Padania. La notizia che il Mise abbia staccato l'assegno di 70mila euro per l'emittente radiofonica della Lega ha subissato di critiche il Movimento 5 Stelle e il suo capo politico, di nuovo al centro delle polemiche per quella che è considerata l'ennesima giravolta. Considerando i fulmini e le saette lanciate da Di Maio contro i fondi per l'editoria che il Movimento vuole abolire, i soldi a Radio Padania  vengono considerati un'eresia. Tant'è che Luigi Di Maio, dopo il fuoco di fila di attacchi del Pd e di Laura Boldrini, ha dovuto correre ai ripari con un post chiarificatore su Facebook, sul modello del salva-Carige, altro boomerang per gli stellati.

"Prima di tutto non abbiamo ancora assegnato un solo euro a nessuna emittente radiofonica, perché - scrive Di Maio - ho predisposto un supplemento d'istruttoria sulle radio politiche che otterranno questi finanziamenti grazie al bando del governo Gentiloni. Infatti i  criteri per cui risultano assegnati questi fondi sono di un bando fatto nel 2017". Insomma, come per le trivelle, la giustificazione è la medesima: "Colpa del Pd". Peccato, però, che la giustificazione non convinca proprio tutti e sul web, tra promesse di "non voterò più, che delusione" a "se è sempre colpa del Pd che cosa ci state a fare al governo?", è una mezza Caporetto.

  Di Maio tenta anche di rispondere a Laura Boldrini che, via Twitter, scrive di come Di Maio faccia i tagli all'editoria "tranne che alla radio leghista a cui il Mise regala 70.000 euro di soldi pubblici", accusandolo di doppia morale. Di Maio ribatte anche su questo, segnalando che, oltre ai 70mila euro alla radio leghista (che poi potrebbero raddoppiare a marzo, in caso di un'eventuale redistribuzione della quota di extragettito del canone Rai), verranno assegnati anche 370mila a Radio Popolare "cara alla sinistra". Ma anche su questo punto la base non gli dà ragione e sul web c'è chi fa dei distinguo tra Radio Popolare e Radio Padania e chi ricorda il taglio ai fondi di Radio Radicale, altro caso che aveva fatto discutere. Da qui, gli attacchi del Pd che, con Michele Anzaldi, annuncia un'interrogazione in Parlamento: "Di Maio ci dovrà spiegare perché alcune storiche testate devono essere abbandonate al loro destino e invece Radio Padania viene salvata". Insomma, l'ennesima polemica che si alimenta ancora di più scorrendo i vecchi post del blog di Grillo. Era il 2015 quando l'attuale presidente della Camera Roberto Fico con l'ex Nuti definivano Radio Padania una  "mangiatoia di soldi pubblici".