La leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni (Ansa)
La leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni (Ansa)

Roma, 21 maggio 2019 - Onorevole Meloni, se non si offende (ma sono sicuro che lei non si offende) comincerei con un parallelo fra lei e Giorgio Almirante. In questo senso: alle Tribune Politiche, chiedevano sempre ad Almirante se il voto al Msi non fosse un voto buttato via, visto che agli anticomunisti, per scongiurare il ‘pericolo’ di una vittoria del Pci, conveniva votare Dc. Ora io chiedo a lei: ma perché il voto a Fratelli d’Italia dovrebbe essere utile? Se uno è sovranista e di destra, vota Lega; se è più moderato, vota Forza Italia.

Elezioni europee 2019, quanto ne sai di Ue? Fai il quiz

«Il parallelo con Giorgio Almirante naturalmente mi onora, ma stavolta la storia del voto utile non regge. Anzi, ci pensi bene, il voto a Fratelli d’Italia il 26 maggio è l’unico utile, io dico addirittura doppiamente utile. Chi vota Forza Italia o Pd vota per rafforzare l’Europa della Merkel e di Macron. Chi vota Lega o 5 Stelle vota per rafforzare questo governo ormai paralizzato. Chi vuole cambiare questa Europa e cambiare anche il governo ha un solo voto utile, quello a Fratelli d’Italia. Noi in Europa, con la famiglia dei conservatori, siamo indispensabili per una nuova maggioranza, e in Italia siamo – insieme alla Lega – l’unica alternativa di governo possibile». 

Qual è la vostra visione di Europa?
«Noi riteniamo che questa Unione Europea abbia in buona parte tradito l’idea stessa di Europa, la sua storia e le sue radici cristiane per trasformarsi in un mostro burocratico. Se vogliamo salvarla dobbiamo cambiare tutto: serve una Ue che faccia meno cose e le faccia meglio, meno burocrazia invasiva ai danni di chi lavora, più scelte comuni in politica estera, lotta al terrorismo, difesa dei confini. Il nostro è un modello confederale: alcune grandi competenze all’Unione e il resto agli Stati nazionali. Non decidano i burocrati di Bruxelles quello che può essere meglio deciso a Roma o a Varsavia». 

Non teme che una vittoria dei ‘sovranisti’ acuisca i particolarismi, gli egoismi, i nazionalismi che hanno portato a tante guerre? Abbiamo l’esempio dei migranti: i vostri alleati non li vogliono, e su questo siete tutti d’accordo. Ma quando c’è da prenderne qualcuno dall’Italia, e loro dicono no, siamo noi a pagarne le conseguenze, non crede?
«No, noi paghiamo le conseguenze dell’assenza dell’Ue nella difesa dei confini esterni. E questa non è responsabilità dei sovranisti, che anzi questo lavoro lo fanno proprio supplendo all’Ue, ma di grandi europeisti come Macron che destabilizzano la Libia, depredano l’Africa con una moneta coloniale e poi chiudono le frontiere a Ventimiglia. Quando sono stata da Orbán e Kaczynski (leader della destra polacca, ndr) mi hanno detto che loro sono pronti a sostenere un piano europeo di rimpatrio dei clandestini e un blocco navale europeo al largo della Libia. Come dimostra l’ennesimo caso di queste ore, è l’unica soluzione definitiva al traffico di migranti nel Mediterraneo. E poi, mi perdoni, di certo non si può chiedere agli altri di accollarsi tutti i clandestini che la sinistra italiana ha fatto entrare in questi anni». 

Lei si è sempre battuta per la famiglia. Che cosa c’è ancora da fare su questo tema?
«Noi siamo l’unico argine sicuro e senza compromessi per chi vuole difendere la vita e la famiglia, che le lobby mettono sotto attacco proprio a partire dalle istituzioni europee. Lo vogliamo fare promuovendo una moratoria internazionale contro la pratica abominevole dell’utero in affitto e un assegno di maternità europeo per ogni figlio a carico. L’inverno demografico è drammatico, fanno figli soltanto gli immigrati per lo più di fede musulmana: tra pochi anni l’Europa non sarà più la stessa e io francamente a questo destino non mi voglio rassegnare».

Altro tema a voi caro: la sicurezza. Al di là dei dati ufficiali sui reati, è innegabile che oggi la gente abbia più paura di qualche anno fa. Basta guardare quante finestre dei condomini sono sbarrate.
«Gli investimenti in sicurezza pubblica, nuove tecnologie, assunzione e formazione di nuovi agenti, dovrebbero essere tolte dal calcolo deficit/Pil , esattamente come noi proponiamo per gli investimenti in infrastrutture. E si deve agire per rimpatriare i rom comunitari che secondo le direttive europee non possono stare qui, nonché tutti i detenuti comunitari nelle nostre carceri per alleggerire il sovraffollamento. E poi serve una politica comune di contrasto al terrorismo jihadista che non è ancora sconfitto, anche attraverso misure comuni sulla cybersecurity. E lotta alla criminalità organizzata, vecchia e nuova, compresa la mafia nigeriana che sta acquisendo il controllo del territorio italiano nel disinteresse generale». 

Che giudizio dà del governo Lega-M5S? E in quale coalizione vi vedreste alla guida dell’Italia?
«Noi avevamo messo in guardia Salvini dal rischio di non riuscire ad attuare politiche di centrodestra con alleati di sinistra come i 5 stelle. Noto che adesso lo dice anche lui. Ora è saltato persino l’accordo iniziale: Salvini pensava ai barconi, Di Maio all’economia. Una sciagura per l’economia ma il governo reggeva. Ora invece siamo alla paralisi totale, Salvini viene tradito anche sull’immigrazione, e la cosa può solo peggiorare dopo il 26. Per questo la vera partita di domenica non si gioca dentro la maggioranza: non è tanto importante quanti voti prenderà Salvini più di Di Maio ma quanti voti prenderà chi potrà fare un governo con Salvini senza Di Maio. E cioè Fratelli d’Italia. Più forte sarà Fratelli d’Italia e più dal 27 maggio sarà possibile andare a nuove elezioni e avere un governo senza grillini».

Lei non cita Berlusconi...
«Ho notato molto nervosismo nell’entourage di Berlusconi in questi giorni. Alle accuse di ingratitudine non rispondo, basti pensare a cosa devono sopportare tutti i giorni i romani con la Raggi a causa di alcune scelte passate di Forza Italia. Mi interessa la prospettiva futura: davvero Forza Italia pensa di allearsi col Pd per fare da argine al ‘pericolo sovranista’, come dice Miccichè? Davvero Berlusconi vorrebbe Draghi a capo del governo? Perché io, invece, al governo ci voglio andare passando dalle urne, senza nuovi governi tecnici! E davvero vogliamo andare avanti con la Merkel e Juncker a capo dell’Ue? Insomma, io pongo questioni politiche e mi dispiace che alcuni in Forza Italia rispondano con gli insulti».

Da qualche tempo alcuni giornali, diversi politici e intellettuali denunciano a gran voce il pericolo di un ritorno del fascismo. È una prospettiva reale? 
«Premessa d’obbligo: condanno la violenza sempre e da qualunque parte provenga. Ma il ‘pericolo fascismo’ per me è un po’ come la par condicio: riemerge ogni anno un mese prima delle elezioni. È un disco rotto, uno spauracchio che la sinistra agita perché non ha più idee forti. E, come sempre nella storia, sfocia in censure e intolleranza. Constato che un anno fa non ha portato bene alla sinistra. Oggi anche i 5 Stelle si uniscono al coro. Mi auguro non porti bene neanche a loro».