Firenze, 19 febbraio 2019 - Il giorno dopo gli arresti domiciliari per i suoi genitori, Matteo Renzi attacca ma assicura: "Non grido ai complotti". E ribadisce: "Chi ha letto le carte e ha un minimo di conoscenza giuridica sa che privare persone della libertà personale per una cosa come questa è abnorme. Chi conosce la realtà sa che quelle carte, peraltro, non corrispondono al vero. Ma per questo ci sarà il processo". E ancora: "Inutile dire che la vicenda dei miei genitori ha totalmente oscurato tutto ciò che è accaduto ieri nel mondo della politica. Basta leggere i quotidiani di oggi per rendersene conto. Un capolavoro mediatico, tanto di cappello". L'ex premier ha annullato la conferenza stampa in programma oggi alle 16 in Senato.

"Anche se in tanti cercano parole di consolazione, io conosco la verità che nessuno vuole dire: se non avessi fatto politica, oggi i miei genitori non subirebbero questo - scrive Renzi nella Enews -. Lo sanno anche i sassi. Se loro sono in questa situazione umiliante è colpa del mio impegno politico di questi anni. Tutti noi siamo figli. E sappiamo che è doloroso far soffrire la tua mamma, il tuo babbo. Ti capita di farli soffrire quando la pagella non è quella che pensavano, quando torni troppo tardi dalla discoteca, quando salti scuola, quando fai una stupidata adolescenziale". E aggiunge: "È capitato a tutti noi, è capitato a me. Non avrei mai pensato, però, di farli soffrire così. Per colpa del mio impegno civile. E mi piacerebbe dire: prendetevela con me. Non con la mia famiglia". 

SALVINI - Anche Salvini ribadisce la sua posizione: "I problemi altrui non mi interessano. Se qualcuno ha festeggiato, io le battaglie politiche le voglio vincere con le idee, concretezza e a testa alta. Non festeggerò mai l'arresto dei genitori di un mio avversario politico". "Le mie battaglie politiche le voglio vincere a testa alta, senza aiutini. Quando tirano in ballo le famiglie mi incazzo", aggiunge il vicepremier.

RENZIANI ALL'ATTACCO, FREDDEZZA NEL PD - Renziani sul piede di guerra. "È giustizia ad orologeria, nel governo sanno usare il potere, Bonafede non è così naif come sembra, siamo ad una deriva pericolosa", si sfogano tra loro arrivando in alcuni casi, come Michele Anzaldi, a denunce pubbliche. I fedelissimi dell'ex premier sono sotto choc in un Pd dove, per il resto, la solidarietà del resto del partito non si spreca a parte qualche stringato tweet. "Beh, è chiaro che l'obiettivo è anche politico: ripulire il Pd da Renzi e avviarlo ad un'altra stagione", è la lettura dei fedelissimi che però negano che l'ex premier fosse in procinto di fondare un suo partito dopo le primarie e che il progetto, vista la vicenda dei genitori, sia saltato.

Solidarietà pubblica dal premier arriva da Debora Serracchiani che parla di "pena anticipata, applicata con obiettivi ben diversi da quelli di tutelare un processo penale".