Il segretario generale Cgil Maurizio Landini (Ansa)
Il segretario generale Cgil Maurizio Landini (Ansa)

Ravenna, 31 agosto 2019 - Maurizio Landini, segretario della Cgil, è favorevole a questo Conte bis?
"Abbiamo bisogno di un governo, ma il giudizio lo daremo quando si confronterà con noi e dalla linea politica che adotterà. Certo, serve un esecutivo diverso, lo giudicheremo in base a questo: se cambia o no".

E su cosa deve cambiare?
"Chiediamo investimenti per creare lavoro, una riforma fiscale vera, dentro questa legge di stabilità, che aumenti salari e pensioni riducendo la tassazione. Poi lotta all’evasione e rinnovo dei contratti con aumenti detassati. Bisogna spingere su innovazione, stato sociale, scuola e formazione: sulla base di questo giudicheremo. Poi va aperta una discussione seria con l’Europa: vanno cambiate le politiche sull’austerità e l’atteggiamento sull’immigrazione, non può continuare a essere un problema solo italiano".

È necessario un cambiamento nel ministero del lavoro?
"Non giudico le persone. Serve un governo competente ma anche umile, capace di ascoltare le rappresentanze sociali, lavoratori e imprese. Rappresentiamo milioni di lavoratori, lavoratrici e pensionati, vogliamo essere ascoltati: se così non sarà, ci mobiliteremo ancora".

Nel totoministri è spuntato il nome di Teresa Bellanova, ex vice di Calenda, per il dicastero del Lavoro.
"Di certo non decido io, ne parli con Conte, il Pd e i 5 stelle"

Ma è un’ex sindacalista Cgil... come la vedrebbe?
"Da me non sentirà mai un nome. Il problema non è chi c’è, ma cosa fanno".

E quello che ha fatto Di Maio fino a ora le è piaciuto?
"Qualcosa sì, qualcosa no. Nella vertenza Ilva abbiamo appoggiato l’accordo. Ci è piaciuto meno in altre partite Di Maio - come altri ministri - sembrava avesse paura a confrontarsi con noi. Solo a Luglio, dopo mesi di mobilitazione, si è riaperto un dialogo".

Va cambiata Quota 100?
"È un provvedimento che introduce discriminazioni per le donne: vanno tutelate, devono poter avere condizioni migliori per l’accesso alla pensione. Ci vuole una riforma strutturale. Quando si parla di pensioni non ci possono essere regole uguali per tutti. Chi fa lavori pesanti ed ha un’aspettativa di vita inferiore deve andare in pensione prima. Punto. Inoltre, serve flessibilità: chi arriva a 62 anni deve poter andare in pensione a prescindere da quanti contributi ha, ricevendo in base a quanto ha versato".

Si può riparlare di Articolo 18?
"Spero che questo governo lo ripristini e lo estenda a tutte le forme di lavoro, per non creare competizioni al ribasso tra lavoratori".

Ha un consiglio per Conte?
"Faccio fatica a dare consigli a me stesso, si figuri a Conte. La cosa importante è non avere paura di confrontarsi, la disintermediazione ai tavoli degli ultimi anni è stata un disastro. Per ricostruire la fiducia delle persone nelle istituzioni bisogna dire sempre la verità e prendersi le proprie responsabilità".