Sabato 20 Luglio 2024
CLAUDIA MARIN
Politica

Nomine Ue, il ministro Fitto prenota l’incarico: "Ursula bis? Vediamo il programma"

L’esponente di Fratelli d’Italia è la scelta più probabile del governo per la Commissione a Bruxelles. "L’eventuale voto a von der Leyen dipende dai temi". E intanto incassa l’apertura di Decaro (Pd)

Raffaele Fitto, 54 anni, ministro per gli Affari europei, le politiche di coesione e il Pnrr

Raffaele Fitto, 54 anni, ministro per gli Affari europei, le politiche di coesione e il Pnrr

Manduria (Taranto), 8 luglio 2024 – Alla fine potrebbe essere un aggettivo, "esecutivo", a determinare la scelta di Fratelli d’Italia di votare a favore o contro Ursula von der Leyen per un nuovo mandato alla guida della Commissione di Bruxelles. È largamente probabile, infatti, che l’Italia avrà un portafoglio "di peso" nel "governo" di Bruxelles e che questo andrà proprio a un esponente di FdI, il ministro Raffaele Fitto, che sul suo possibile "ruolo di peso" si schermisce con una battuta: "Io sono a dieta e sto cercando di mettermi in forma ma per una questione di approccio personale e non per questo appuntamento".

Ma è altrettanto vero che Giorgia Meloni punta non solo a una delega di rilevo per il candidato italiano (Bilancio e Pnrr), ma anche a una vicepresidenza "esecutiva" e non solo formale. Ed è questo il principale nodo da sciogliere per Palazzo Chigi, come puntualizza lo stesso responsabile degli Affari europei: "L’Italia, per una logica di peso e credibilità del nostro Paese e fatemelo dire di grande credibilità del nostro premier, mi sembra che abbia tutte le condizioni per giocarsi la partita e per portare a casa un risultato utile per il Paese e che sgancerei dalle dinamiche politiche interne".

In realtà, la trattativa sotterranea tra Meloni e von der Leyen, in vista del voto del Parlamento europeo del 18 luglio, entrerà nella fase cruciale in questa settimana. E non sarà un negoziato semplice. Tant’è che, non a caso, il capogruppo alla Camera di FdI, Tommaso Foti, in un’intervista al nostro giornale ha lanciato un avviso: "Se si continua così, non potremo votare il bis a von der Leyen". E, del resto, lo stesso Fitto, dal Forum in Masseria, organizzato da Bruno Vespa e Comin and Partners a Manduria, sottolinea come sull’eventuale conferma di von der Leyen "non c’è ancora un orientamento, perché si tratta di capire l’evoluzione che ci porterà il 18 luglio e anche di ascoltare quello che si dirà nei confronti che avremo, preventivamente, con la presidente: non è che votiamo sulla base di simpatie o antipatie. Votiamo sulla base di un programma".

Il programma certo (che vuol dire soprattutto no ai Verdi e a una transizione green a ritmi forzati), ma anche e soprattutto, in questa fase, l’attribuzione degli incarichi. Tanto più che Meloni deve fronteggiare anche la concorrenza e la sfida di Matteo Salvini e degli altri leader della destra europea (a cominciare dalla stessa Le Pen, uscita comunque ridimensionata dal voto francese), che stanno svuotando il "suo" gruppo dei Conservatori giorno dopo giorno per formare il nuovo raggruppamento dei Patrioti guidato da Viktor Orban. Il leader della Lega ha fatto sapere: "Stiamo costruendo il gruppo dei Patrioti, che mira a essere il terzo più numeroso di tutto il Parlamento: in settimana ci saranno le condizioni per un annuncio ufficiale che cambierà gli equilibri a Bruxelles".

Appare evidente, d’altra parte, il tentativo di Meloni e Fitto di giocare la partita delle nomine nella Commissione più come Italia che come gruppo dei Conservatori e di legare a questo il voto favorevole o contrario di FdI a von der Leyen. Anche perché i polacchi del Pis (che fanno parte per ora dei Conservatori) non voteranno mai per la candidata del Ppe. E, del resto, lo stesso Fitto spiega, non a caso, che "ogni delegazione nazionale deciderà come votare sulla presidenza della Commissione europea e non ci sarà il vincolo di gruppo".

Di certo, il ministro, proprio alla Masseria, incassa un’apertura alla sua nomina di un conterraneo anche lui di peso, l’ex sindaco di Bari e neo-eurodeputato Antonio Decaro: "In rappresentanza dei Comuni, abbiamo spesso discusso – molto più privatamente che pubblicamente – ma abbiamo sempre trovato soluzioni in questi anni".