La senatrice Laura Bottici. Dietro, Luigi Di Maio
La senatrice Laura Bottici. Dietro, Luigi Di Maio

Roma, 18 novembre 2019 - "Aprire un dibattito sullo Ius soli ora? Mi sembra inutile, quando c’è chi fa una campagna elettorale continua contro l’immigrazione". La senatrice 5 Stelle Laura Bottici è stanca di questo continuo scontro di governo e sbotta: "Dobbiamo smetterla di metterci i bastoni tra le ruote".
Le liti, però, sono all’ordine del giorno...
"L'unico problema è Matteo Renzi. Se non fosse per lui...".
Andreste d’amore e d’accordo? 
"Quando ascolto, in questi giorni di lavoro sulla legge di bilancio, esponenti del Pd o Italia viva parlare di attenzione all'ambiente, sviluppo sostenibile, economia circolare, fermare il consumo di suolo, e incentivare le energie rinnovabili mi sembra di sentire il programma con cui il Movimento è entrato in Parlamento nel 2013. Noi eravamo precursori, loro si sono svegliati adesso, dopo che ci hanno preso in giro sulla "decrescita felice" che comprende ciò che ho detto prima. Ma ben venga che si trovi l'intesa su questi temi. La manovra che abbiamo fatto, con tutti gli sforzi del caso, ha una visione di sviluppo sostenibile. Guarda all’ambiente. Noi ci lavoriamo dall'inizio, e finalmente ce l’abbiamo fatta".
A livello locale, però, al di là di Renzi l’intesa M5s-Pd non decolla. 
“Dopo la sconfitta in Umbria, giustamente Di Maio non è convinto di riproporre lo stesso schema. Dobbiamo mettere al centro i temi“.
Intanto, però, in Calabria il centrosinistra vi accusa del passo indietro di Rubbettino...
“Se non riescono a scegliere il candidato giusto, non è un problema nostro“.
Un problema vostro, però, è il caos interno al Movimento 5 Stelle. La leadership di Luigi Di Maio è in difficoltà?
"Nessuna difficoltà. Abbiamo dedicato poca attenzione ai motivi per cui siamo entrati in Parlamento: l’ambiente, i cambiamenti climatici, lo sviluppo sostenibile. Oggi che di questi temi tutti parlano, noi stiamo troppo zitti, eppure è la nostra visione del mondo. E c'è chi si fa prendere dalle diatribe, dalle guerre di potere, fa i discorsi sulla leadership... Bisogna darci un taglio e guardare avanti“.
D’accordo, ma Di Maio traballa o no?
“Luigi è l’unico in grado di tenere il gruppo. Non c’è nessuno carismatico quanto lui“.
La fronda, soprattutto al Senato, però cresce...
“Più crescono i numeri, più possono crescere gli scontenti. Il problema, però, non è chi si lamenta, ma se chi lo fa poi non ha proposte, non pensa a cambiamenti costruttivi“.
Chiedono di ristrutturare il Movimento. 
“E infatti il M5s cambierà. La data potrebbe essere il 15 dicembre quando a dare una mano a Di Maio e al Movimento ci saranno dodici facilitatori a livello nazionale. Ognuno di loro si dedicherà a un capitolo del programma che il M5s vuole portare avanti. Chi vorrà si candiderà e poi si voterà su Rousseau. Lo stesso avverrà a livello regionale: ci saranno da tre a cinque facilitatori per territorio“.
I facilitatori regionali che ruolo avranno?
“Quello di coordinare che la politica nazionale abbia  continuità a livello locale. E, poi, ci sarà la necessità di controllare le liste civiche che si alleeranno con il Movimento. In Toscana ci stiamo già lavorando“.
In Toscana si vota a maggio. La prima elezione ’calda’ è quella del 26 gennaio in Emilia. Lì che cosa farà il Movimento?
"La base vuole correre, Di Maio ha grossi dubbi. Oggi ci sarà una riunione importante, si deciderà nei prossimi giorni".