Luciana Lamorgese e Matteo Salvini
Luciana Lamorgese e Matteo Salvini

Roma, 9 agosto 2021 - Si apre lo scontro sullo ius soli: la ministra Lamorgese ne ha parlato a favore, subito è arrivata la replica del segretario della Lega Salvini, innescando una querelle tra tutti i partiti che si è allargata alla questione dei migranti. Il tema dello ius soli è tornato attuale durante le Olimpiadi, quando il presidente del Coni Giovanni Malagò ha proposto il riconoscimento della cittadinanza almeno per gli sportivi di origine straniera ma nati in Italia e ha auspicato il raggiungimento di "una sintesi politica".

Oggi la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese si è espressa a favore della proposta lanciata da Malagò: "È un tema che si pone e di cui dobbiamo ricordarci non solo quando i nostri atleti vincono delle medaglie - afferma la titolare del Viminale -. Dobbiamo aiutare le seconde generazioni a sentirsi parte integrante della società". Parole che accendono Matteo Salvini ed innescano l'ennesimo scontro nella maggioranza. "Invece di vaneggiare di ius soli, il ministro dell'Interno dovrebbe controllare chi entra illegalmente in Italia. Ci sono decine di migliaia di sbarchi organizzati dagli scafisti, senza che il Viminale muova un dito", attacca il leader leghista. A lui replica a tono il segretario dem Enrico Letta: "Chi gioca e lucra sullo Ius soli semplicemente è fuori dalla realtà. È un tema che non c'entra nulla con la sicurezza e la gestione dei migranti. C'entra con l'equità, l'integrazione, la vitalità di una società che è cambiata a dispetto della lettura faziosa che ne fanno i populisti".

La querelle tra Salvini e la ministra dell'Interno prosegue su un altro tema caldo: quello dei migranti. "I numeri sono aumentati, certamente, ma non parlerei di invasione...Salvini evidentemente non ha ben chiare quelle che sono le difficoltà che stiamo vivendo quotidianamente, ma se ci sono iniziative che non abbiamo adottato e lui ci può suggerire per bloccare gli arrivi via mare io le raccolgo volentieri", ha replicato Lamorgese.

"Annuncia 'controlli a campione' nei bar e nei ristoranti. Quanto dobbiamo aspettare per 'controlli a campione' anche nei porti e ai confini?", ribatte il segretario della Lega. A cavalcare l'argomento arrivano anche gli altri partiti del centrodestra. "Ormai sbarcano quasi 1000 migranti al giorno. Chiediamo un'azione Ue condivisa nella gestione dei flussi e dei rimpatri - afferma il coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani -. E poi un piano per l'Africa. Fermiamo questa tratta di esseri umani". Mentre Giorgia Meloni rilancia l'idea del blocco navale per fermare subito "l'immigrazione illegale di massa".

Il sottosegretario all'Interno, il leghista Nicola Molteni, intanto, critica esplicitamente l'uscita del numero uno del Coni definito un "maldestro": "La cittadinanza è uno status non un diritto. La legge sulla cittadinanza non si cambia. Lo ius soli non passerà mai - promette -. E la Lega è la garanzia di ciò". Per il Nazareno, che incassa l'apertura di Lamorgese, "le Olimpiadi non hanno fatto altro che confermare quanto il Pd ripete da tempo: lo ius soli è già nei fatti, è nella società, è nelle scuole, è tra i nostri ragazzi. Adesso la politica e le istituzioni hanno il dovere di adeguarsi a queste trasformazioni".

Cerca di smorzare i toni l'azzurra Deborah Bergamini, secondo cui "più che pensare ad introdurre nuove forme di ius soli" servirebbe "far funzionare al meglio il sistema di regole attualmente in vigore. Ad ogni modo, complimenti al presidente Malagó e a tutto lo sport italiano per questa Italia da record". Plaude, invece, alla responsabile del Viminale il co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli: "Questi ragazzi devono sentirsi parte integrante della società. Ed è paradossale che Salvini parli di 'vaneggiamenti' mentre gioiva delle medaglie olimpiche vinte da atleti non nati in Italia".