Andrea Martella, 51 anni, dal settembre scorso sottosegretario all’Editoria
Andrea Martella, 51 anni, dal settembre scorso sottosegretario all’Editoria

Roma, 22 febbraio 2020 - "L’impegno del governo è volto alla crescita civile delle giovani generazioni. Vogliamo avere cittadini più consapevoli. Per questo, nell’ultima legge di bilancio abbiamo stanziato venti milioni all’anno destinati a tutte le scuole italiane, statali e paritarie, dalle elementari alle superiori, per incentivare la lettura e contrastare le fake news. Da pochi giorni il ministero dell’Istruzione ha emanato una circolare per avvisare le scuole di questa misura". Il sottosegretario all’Editoria Andrea Martella va molto fiero della misura che Palazzo Chigi ha appena introdotto. Si tratta di incidere non solo sul futuro di un settore nevralgico per la democrazia, l’editoria, ma anche sul futuro dei nostri ragazzi. "Da settembre prossimo le scuole italiane potranno chiedere un contributo per incentivare la lettura di quotidiani, periodici o riviste da utilizzare all’interno di un percorso formativo e didattico di incentivazione alla lettura. Il contributo è pari al 90% della spesa prevista per l’acquisto di copie cartacee o digitali".

Chi deciderà l’acquisto?
"I singoli istituti, attraverso il collegio dei docenti. Noi lavoriamo alla adozione del dpcm per rendere operativa la norma".

Ci saranno criteri cronologici o geografici?
"No. Abbiamo stanziato venti milioni di euro all’anno, e tutti gli 11mila istituti scolastici italiani, se vogliono, potranno accedervi. In ogni caso siamo poi pronti a rimodulare la misura".

Esisterà un elenco dei giornali che si possono acquistare?
"Ci sarà un elenco per le testate che le scuole potranno consultare a garanzia del pluralismo. Poi saranno i singoli istituti a scegliere in libertà. Per le elementari riviste e periodici, dalle medie in poi pure i quotidiani. È previsto un contributo anche per i singoli studenti del primo anno delle superiori che partecipino a percorsi di lettura critica, attraverso la carta dello studente che verrà caricata per un importo annuale con lo scopo preciso di acquistare giornali o riviste".

Si tratta di App18?
"No, è uno strumento diverso e aggiuntivo rispetto alla 18app, che pure abbiamo esteso ai quotidiani".

Il suo Ufficio si sta concretamente occupando della riforma dell’editoria. A che punto è la legge che state preparando?
"Siamo in fase di avanzata elaborazione".

Quali i capisaldi della riforma?
"Sostegno pubblico diretto e indiretto da parte dello Stato alle imprese editoriali, alle nuove imprese e ai percorsi di innovazione editoriale, anche attraverso crediti d’imposta e benefici fiscali, sostegno alle edicole e alla rete distributiva, mercato pubblicitario, lavoro giornalistico che va valorizzato e tutelato, diritto d’autore".

Un punto molto delicato.
"Lo riteniamo fondamentale. Il lavoro intellettuale va difeso, e remunerato".

Presto dovrà essere recepita la direttiva sul copyright.
"Il CdM ha approvato la direttiva allegandola alla legge di delegazione europea, sui cui si dovrà esprimere il Parlamento. Poi faremo un decreto legislativo attuativo. La scadenza è il giugno 2021".

La Francia ha recepito per prima la direttiva, ma Google e gli americani non l’hanno presa bene. È preoccupato?
"È un tema delicato. Bisognerà trovare un giusto equilibrio tra le varie istanze, perché non possiamo assolutamente avere posizioni dominanti sul mercato. Anche la lotta contro la pirateria per la remunerazione del lavoro giornalistico è fondamentale".