Sarebbe fin troppo facile dire che questa Sinistra non sa più a che santo votarsi. Ma ora che il Pd si è ringalluzzito per un pareggio forse insperato alle elezioni regionali anche inginocchiarsi davanti al crocifisso diventa un gesto accettabile in una politica così liquida che perde capisaldi e acquisisce nuovi valori. Il volantino «Vota per me» in una tasca, il santino della Madonna nell’altra, insomma. L’Italia dei campanili c’è sempre, forse meno quella di Peppone e don Camillo. E allora non c’è nulla di strano se il neo presidente della Regione Toscana,...

Sarebbe fin troppo facile dire che questa Sinistra non sa più a che santo votarsi. Ma ora che il Pd si è ringalluzzito per un pareggio forse insperato alle elezioni regionali anche inginocchiarsi davanti al crocifisso diventa un gesto accettabile in una politica così liquida che perde capisaldi e acquisisce nuovi valori. Il volantino «Vota per me» in una tasca, il santino della Madonna nell’altra, insomma. L’Italia dei campanili c’è sempre, forse meno quella di Peppone e don Camillo. E allora non c’è nulla di strano se il neo presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, già socialista, ora Pd, come primo gesto del suo mandato sale in auto e il giorno dopo la vittoria su Susanna Ceccardi del centrodestra, arriva al santuario di Montenero a Livorno. Promessa mantenuta. Non un voto, ma qualcosa di molto vicino e intimo.

Non è il primo politico di area non cattolica che sceglie di onorare e pregare la Madonna che svetta sulla città e guarda al mare. Giovanni Spadolini, simbolo laico della Prima Repubblica, accompagnava spesso la madre Lionella fin lassù oppure con il fidato collaboratore Cosimo Ceccuti, durante i suoi mandati istituzionali, passava la domenica nei monasteri. Per lui erano raccoglimento e cultura. Più recentemente, il governatore di Napoli Antonio Bassolino si è mostrato devotissimo di San Gennaro e Romano Prodi, emblema dell’Ulivo che molti rimpiangono, è salito al Santuario della Madonna di San Luca a Bologna. Così fece da Presidente della Camera anche Pier Ferdinando Casini che ricordò la "cara Madonna di San Luca" nel suo discorso di investitura davanti al Parlamento. E come dimenticare la devozione del premier Giuseppe Conte per Padre Pio ("porto con me sempre sempre una sua immagine").

Ieri mattina i monaci di Montenero erano emozionati da tanta attenzione politica: non era mai successo che il presidente toscano come primo passo salisse fin lassù. Il consiglio a Eugenio Giani è stato nel solco della tradizione cattolica: "Eugenio Terzo Papa, pisano cistercense, un giorno scrisse a San Bernardo Chiaravalle e gli disse ’Ora che sono Pontefice e devo governare che criterio devo usare per scegliere i miei collaboratori?’. E San Bernardo rispose ’Usa questa regola: se è saggio preghi per noi, se è dotto insegni, se è prudente ci governi. Questo è l’augurio che facciamo a Giani, che abbia questa virtù: la prudenza". Parole del priore don Luca Giustarini e dell’abate Lorenzo Russo.

"Ho scelto di venire qua – ha spiegato Giani ai monaci – per un senso religioso, perché la Madonna di Montenero è la patrona della Toscana e per un aspetto laico: qui si trova la Galleria dei Comuni toscani". Giani ha acceso un cero di ringraziamento alla Madonna dei miracoli (tanti gli ex voto appesi) e ha ricevuto la benedizione. "Vengo a Montenero ogni anno. È un luogo magico. Avevo bisogno subito di respirare questa aria".