Elena Fattori, senatrice 5 Stelle (Ansa)
Elena Fattori, senatrice 5 Stelle (Ansa)

Roma, 17 febbraio 2019 - "Voterò sì. Nel nostro programma è prevista l’abolizione di ogni tipo d’immunità per ministri e parlamentari". Elena Fattori, senatrice ribelle del Movimento 5 Stelle, non ha dubbi: va autorizzato il processo a Salvini.

Si conferma una dissidente?
"Non sono dissidente, sono coerente. Il nostro programma parla chiaro". 

Sì, ma c’è un contratto di governo M5s-Lega.
"Non sono stata eletta in base a quello. Io ho un vincolo rispetto al programma del Movimento e basta".

Se la base si pronuncerà per il no, i senatori 5s della Giunta dovranno adeguarsi.
"La responsabilità è dei singoli. Se votano no infrangono quanto scritto nel nostro programma".

Quindi per lei il voto su Rousseau non vale?
"Io ho sottoscritto di rispettare un programma, ma non c’è nessun vincolo che ci obbliga a rispettare le votazioni online su Rousseau, a meno che non riguardino la vita politica del nostro Movimento. Rousseau è una piattaforma privata, di un’associazione privata. Non può essere usata per questioni d’interesse nazionale dove vota solo una parte".

C’è anche un problema di sicurezza?
"Certo. La piattaforma è già stata hackerata e può essere manipolata perché non ci sono controlli da parte di un ente terzo. Inutile girarci attorno: la votazione di domani è illegittima".

Non crede che la base possa pronunciarsi sulla linea politica adottata da tutto il governo?
"Attenzione, qui ci dobbiamo pronunciare sulle azioni del ministro Salvini: è un voto tecnico, non politico".

Insomma, questo voto è rischioso?
"Certo. E’ un precedente importante. Dire no significa dire che un ministro può violare la legge. È una decisione che ha ripercussioni sul futuro del Paese".

Ma la democrazia diretta non era uno dei cavalli di battaglia del Movimento?
"Sì, ma ripeto: si può usare per questioni interne, per scegliere i candidati, non per questioni del genere. Una votazione come quella di domani può valere al massimo come sondaggio, nulla di più".

Crede, quindi, che i senatori della Giunta possano non tenere in conto la scelta della base?
"Ovviamente".

Non seguire la linea decisa domani in Rete, però, può costare un’espulsione?
"E perché mai? Io non temo nulla, ho seguito le regole. Casomai chi voterà no deve porsi il problema di aver disatteso uno dei nostri principi cardine: no all’immunità per i ministri".

Di Maio dovrebbe fare un passo indietro?
"No. Dovrebbe soltanto decidere se fare il capo politico o il ministro e vicepremier. Ha troppi ruoli, anche lui è un essere umano, come fa a ricoprirli tutti? E poi non dimentichiamoci che cosa dicevamo a Renzi sul doppio ruolo di leader Pd e premier...".