Lunedì 17 Giugno 2024
COSIMO ROSSI
Politica

I nodi del centrosinistra, si riapre il caso Bari: caccia a un terzo nome. Conte: "Domani la svolta"

Laforgia, sostenuto dal M5S, ributta la palla nel campo dei partiti. Spunta la candidatura dell’ex senatore Pd e scrittore Gianrico Carofiglio

Roma, 9 aprile 2024 – “La decisione della mia candidatura a sindaco di Bari è rimessa alle mani dei partiti che mi hanno candidato e delle forze politiche che sono in campo per le elezioni amministrative del 2024". Michele Laforgia, candidato civico di 5 Stelle, sinistra e centristi, riapre così la partita sulla scelta del prossimo concorrente alla poltrona di primo cittadino del capoluogo pugliese. Non senza una vena di rancore.

Elly Schlein con Giuseppe Conte
Elly Schlein con Giuseppe Conte

"Non sono io a dover riunirmi in conclave con Vito Leccese per trovare una soluzione, e men che meno un altro candidato o un’altra candidata", dice Laforgia a proposito del pressing sui due candidati. La proposta "è compito delle forze politiche: le stesse forze politiche che ci hanno candidato e che in questi giorni e in queste ore ci chiedono di compiere passi di danza, non si capisce verso dove né come". Una presa di posizione apertamente critica nei riguardi dell’orientamento del Pd, che ha affidato a Leccese la ricerca di una ricomposizione unitaria. Ma non esente da un certo malumore nei riguardi dei suoi stessi supporter, che propugnano la ricerca dell’intesa su un terzo nome da parte dei due candidati. Giuseppe Conte lo ha sempre difeso. Ma Laforgia ha preso atto del rischio di poter esser sacrificato in nome dello sminamento del campo largo, dopo la crisi che si è aperta tra Pd e M5s in seguito alle inchieste sul voto di scambio in Puglia e a Torino. In serata il leader 5 Stelle ha detto: "Giovedì (domani per chi legge, ndr.) sarò a Bari e annuncerò la svolta".

Conte ha comunque esortato la segretaria dem Elly Schlein a sconfiggere i giochi di conventicola interni al partito che altrimenti potrebbero fagocitarla. E la leader del Pd ha preso la palla al balzo per proclamare che gestirà in prima persona la partita delle candidature europee a scanso di ogni sospetto. Parole che i dem di ogni fazione hanno inteso come una sorta di ammissione riguardo ai problemi etici che investono gli eletti dem. Tanto che la levata di scudi nei riguardi dell’ex premier e le sue lezioni morali in realtà è rivolta alla segretaria e alla sua flebile difesa dell’onorabilità della comunità del Pd. Conte e Schlein ieri si sono stretti la mano in occasione di un dibattito sulle tematiche ambientali. Il clima resta teso. Ma comincia a stemperarsi. Domani il leader pentastellato sarà a Bari per parlare della giunta Emiliano, cui il movimento si era duramente contrapposto in campagna elettorale, ottenendo l’11%. Ma sarebbe avventato pensare che il M5s si ritirerà dal governo regionale. Conte, che in Puglia alle politiche ha preso il 28%, vuol far valere la propria forza elettorale determinante. E punta perciò a siglare con Emiliano un patto di moralizzazione dell’amministrazione regionale. Diversi ma insieme, insomma. Il che potrebbe portare anche all’individuazione del terzo nome per la corsa al Comune di Bari, a meno che non venga sciolto in seguito all’indagine del Viminale sull’infiltrazione mafiosa. L’ex senatore Pd, ex magistrato e scrittore Gianrico Carofiglio è uno dei nomi di cui si vocifera. Frattanto la segretaria dem adotterà il codice sulle candidature elaborato dal commissario campano Antonio Misiani (area Dems). Non un altro codice etico, dal momento che il Pd ne ha uno dal 2008, "ma regole per la trasparenza delle candidature", spiega Misiani. Mentre Stefano Bonaccini annuncia che scioglierà a breve il nodo della candidatura capolista nel Nordest, che nella sua area valutano "all’80%". Schlein permettendo.

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