Martedì 11 Giugno 2024

Borghi e Salvini contro Mattarella: “Oggi è la festa della Repubblica italiana non della sovranità dell’Ue”

Scoppia la polemica. Tajani: “La mia solidarietà al capo dello Stato”. Schlein e il Pd: “Meloni prenda le distanze”. Magi: “Lega eversiva”. Renzi: “Orgoglioso di averlo indicato per il Colle”

Roma, 2 giugno 2024 – Non mancano le polemiche nel giorno delle celebrazioni per la festa della Repubblica. A scatenarle è la Lega. "È il 2 giugno, è la Festa della Repubblica Italiana. Oggi si consacra la sovranità della nostra nazione. Se il presidente pensa davvero che la sovranità sia dell'Unione europea invece che dell'Italia, per coerenza dovrebbe dimettersi, perché la sua funzione non avrebbe più senso", scrive sui suoi social il senatore Claudio Borghi, che pubblica la foto di un articolo di quotidiano in cui si riportano le dichiarazioni fatte sabato dal presidente della Repubblica. A rincarare la dose arrivano le parole del leader Matteo Salvini. "Oggi c'è la festa della Repubblica, oggi è la festa degli italiani, della Repubblica, non della sovranità europea", dice il vicepremier e ministro che, ospite della trasmissione ‘In mezz’ora’ su Raitre, viene invitato a commentare le parole di Borghi. "Abbiamo un presidente della Repubblica perché c'è la Repubblica, io penso all'Europa come stati sovrani che si mettono insieme, ma la sovranità nazionale è fondamentale, al di là dei tweet oggi si festeggia la Repubblica italiana. Non mi arrenderò mai a un super Stato europeo dove comandano quelli che hanno i soldi", aggiunge. In serata arriva la precisazione del leader della Lega, ospite di ‘Stasera Italia’ su Rete4: “Nessuna polemica col presidente della Repubblica. Non chiediamo le dimissioni di nessuno. Borghi è un ottimo senatore. Io penso che il capo dello Stato sia stato travisato da qualche giornale perché il 2 giugno parlare di sovranità europea...”.

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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, assiste alla parata del 2 Giugno (Ansa)
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Tajani e Lupi con Mattarella

Immediate le reazioni dentro e fuori la maggioranza di governo. Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, bolla le parole di Borghi come un attacco "inaccettabile e inqualificabile”. "La Lega si scusi per queste parole inopportune e irriguardose nei confronti di Sergio Mattarella garante dell’Unità nazionale ed eletto, lo ricordo, anche con il voto della Lega", continua.

"Siamo italiani ed europei, questa è la nostra identità. Questa è la nostra civiltà. Ogni scelta anti europea è deleteria per l'Italia. Fa bene Mattarella a sottolineare la nostra prospettiva europea. Gli esprimo la mia solidarietà per gli attacchi che ha ricevuto", scrive su X il vicepremier forzista e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Schlein e il Pd: Meloni prenda le distanze

Critico anche il presidente dei senatore del Pd Francesco Boccia. "Le parole di Matteo Salvini che 'coprono' invece di condannare quelle del senatore Claudio Borghi sono lì a dimostrarea forza eversiva delle forze sovraniste", dice sottolineando come "attaccare, in modo strumentale, il Presidente della Repubblica e chiederne le dimissioni vuol dire non rispettare le nostre istituzioni e il garante dell'unità nazionale”. "Ma l'unità nazionale non è certo la priorità di una forza come la Lega – prosegue –. La destra deve decidere da che parte stare: o con l'Europa o con le peggiori pulsioni nazionaliste. È evidente che Salvini e la Lega devono essere abbastanza disperati per arrivare a cercare di lucrare qualche voto in più nell'estrema destra sovranista per arrivare ad attaccare in questo modo Sergio Mattarella. Vorremmo sapere, e ci aspettiamo una presa di distanza netta e forte, cosa pensa Giorgia Meloni delle parole dei suoi alleati". "Non basta il progetto del Premierato, ora l'attacco esplicito passa per la richiesta di dimissioni della persona più rappresentativa dell'unità nazionale e dello spirito di coesione. Un segnale gravissimo nella giornata della Repubblica – scrive in una nota Chiara Braga, capogruppo dem alla Camera –. Salvini, leader dello stesso partito, e vicepremier anziché coprire le parole Borghi, dovrebbe condannarle senza ambiguità".

Anche Elly Schlein, intervenendo più tardi a Zona Bianca su Retequattro, chiede alla premier Meloni di prendere le distanze. "Uno dei motivi per cui noi ci stiamo opponendo alla riforma del premierato è che oltre a indebolire il Parlamento e quindi la democrazia, indebolisce anche i poteri del Presidente della Repubblica – dice la segretaria del Pd –. Questo per noi è sbagliato perché se c'è una figura che ha garantito la stabilità e la credibilità internazionale del Paese anche in anni difficili e di crisi nera della politica, è stata proprio la figura del Presidente della Repubblica. Noi siamo per confermarne i poteri e non vederli indeboliti da questa riforma".

Il leghista Claudio Borghi in Parlamento (Ansa)
Il leghista Claudio Borghi in Parlamento (Ansa)

Le opposizioni compatte

"L'endorsement di Salvini al tweet del leghista Borghi rappresenta un attacco eversivo da parte del vicepremier del Governo Meloni al Capo dello Stato nel giorno in cui si celebra la Festa della Repubblica, i cui valori sono incarnati proprio dal Presidente della Repubblica", afferma il segretario di +Europa, Riccardo Magi. "Mattarella come sempre ha espresso parole sagge e di autentica ispirazione democratica sul collocamento dell'Italia, Paese fondatore dell`Ue e che solo nel contesto europeo può proteggere i propri interessi nazionali - continua -. E non riconoscere questo, vuol dire non riconoscere il valore dei trattati su cui si fonda l'Unione europea e al contempo non riconoscersi nella Costituzione italiana che sancisce proprio il valore sovraordinato di quei trattati. Che questo sia visto come un oltraggio da parte del leader del secondo partito di maggioranza è allarmante e preoccupa che questa posizione possa essere condivisa dalla premier Meloni che, a questo punto, deve esprimere delle parole chiare e deve farlo in Parlamento".

"Il fatto che Claudio Borghi arrivi a chiedere le dimissioni del presidente Mattarella e che lo faccia strumentalizzando le parole del Capo dello Stato in una giornata importante come quella della Festa della Repubblica, è inaccettabile. La Lega condanni quanto accaduto e prenda subito le distanze dalle gravi parole di Borghi", scrive Mariastella Gelmini, senatrice e portavoce di Azione, su X.

"L'attacco della Lega a Sergio Mattarella è un'operazione 'sfascista': colpire la più alta carica dello Stato per sfasciare le istituzioni, in linea con le simpatie di Salvini per Trump, protagonista politico dell’assalto a Capitol Hill per impedire la proclamazione di Biden. Tra le sortite di Borghi e quelle di Vannacci questa Lega mostra un volto sempre più estremista", afferma invece l’europarlamentare Avs Massimiliano Smeriglio.

"Oggi più che mai sono orgoglioso di aver indicato Sergio Mattarella come nostro candidato al Colle nel 2015 – scrive sui social il leader di Iv Matteo Renzi –. Sono orgoglioso di aver bloccato il disegno di Salvini al Papeete nel 2019. Sono orgoglioso di aver impedito che Salvini, Conte e Meloni portassero il direttore dei servizi segreti al Quirinale nel 2022. E sono sempre più convinto che alle europee la vera sfida sia tra chi dice Meno Europa come dice la Lega e chi dice Stati Uniti d'Europa come diciamo noi".