Filippo Ganna in azione a cronometro
Filippo Ganna in azione a cronometro
Anche per chi veste l’iride di specialità, la crono olimpica è in salita: fra Filippo Ganna e una medaglia sognata da oltre un anno ci sono 44 chilometri senza un metro di pianura, un terzo dei quali all’insù, con un dislivello totale di 800 metri. "So bene che non è il mio percorso, ma so anche di essermi preparato bene: le sensazioni sono buone", il messaggio di un campione che nei giorni della vigilia non ama parlare troppo dell’impegno che l’attende. Si è spiegato meglio negli...

Anche per chi veste l’iride di specialità, la crono olimpica è in salita: fra Filippo Ganna e una medaglia sognata da oltre un anno ci sono 44 chilometri senza un metro di pianura, un terzo dei quali all’insù, con un dislivello totale di 800 metri. "So bene che non è il mio percorso, ma so anche di essermi preparato bene: le sensazioni sono buone", il messaggio di un campione che nei giorni della vigilia non ama parlare troppo dell’impegno che l’attende.

Si è spiegato meglio negli ultimi dodici mesi, nei quali non ha sbagliato nessuno dei bersagli che contavano: il titolo mondiale a Imola e tutte le cinque crono corse nei suoi primi due Giri, dove ha vinto anche una tappa per distacco e vestito la maglia rosa. E’ un biglietto da visita che fa ben sperare anche chi, a Tokyo, non parte favorito.

Italiani in gara il 28 luglio alle Olimpiadi

L’ora di Ganna, che pedalerà su una ‘Bolide’ rosso metallizzato, scatta domattina alle 7, primo atto di un’Olimpiade dove Pippo ha obiettivi larghi: il podio su strada contro il tempo, ma anche quello della pista, che affronterà con il quartetto perché l’inseguimento individuale, dove ha già in bacheca quattro titoli iridati, non è più nel programma. "Non vivo con l’assillo di riuscire a far doppietta: affronto una gara alla volta, così posso dormire tranquillo. Non a caso, ho portato come sempre il mio cuscino…", racconta il missile di Verbania (nella foto), 25 anni fatti domenica nel ritiro bunker azzurro dove non si respira il clima olimpico del villaggio, ma serenità e concentrazione sono garantiti.

Oltre a quel percorso tutto su e giù, fra Ganna e il podio ci sono brutti clienti: su tutti, la coppia di fenomeni belgi Van Aert-Evenepoel, entrambi da medaglia, poi quella svizzera Bissegger-Kung, senza dimenticare Roglic, per quanto nella prova su strada non sia apparso al meglio dopo le botte al Tour. A seguire il portoghese Almeida, il francese Cavagna, il ritrovato Dumoulin e l’ex iridato Dennis. "Quel che ha fatto nell’ultimo mese Van Aert lo abbiamo visto tutti, ci fosse stato Pogacar (la Slovenia ha un posto solo e ha scelto Roglic prima del Tour, ndr) sarebbe stato un osso duro", conclude Ganna, che condivide col capitano della Nazionale di basket Melli la singolare caratteristica di essere ai Giochi 37 anni dopo un genitore: suo papà Marco, canoista, gareggiò nell’84 a Los Angeles, stessa Olimpiade in cui la mamma del cestista fu argento nel volley con gli Usa.