Venerdì 24 Maggio 2024

La parola del giorno: “Solastalgia”

"Il termine indica la sofferenza per la perdita di un ambiente familiare. Diffuso globalmente, evidenzia l'impatto dei cambiamenti climatici sulla salute mentale"

SOLASTALGIA

SOLASTALGIA

Forse non lo sappiamo nemmeno, ma a volte possiamo soffrire di “solastalgia“. E’ questa infatti una delle inquietudini del nostro tempo, strettamente legata all’ambiente che ci circonda, al senso di perdita per qualcosa che più o meno inconsciamente sentiamo svanire, cambiare. E non certo in meglio.

Il neologismo deriva dalla pratica clinica e psicologica ed è stato creato da un gruppo di psichiatri australiani, osservando il senso di impotenza provato dagli abitanti dell’isola di Nauru di fronte al cambiamento della natura. Uno stato d’animo riferito proprio al sentimento comune di sconforto che annulla ogni energia, alla disperazione per aver perduto tutto, alla percezione che non ci sia un futuro a causa un disastro ambientale riconducibile per lo più ai cambiamenti climatici.

In particolare è stato il filosofo, sempre australiano, Glenn Albrecht che ha così indicato il sentimento di desolazione che le persone provano, consciamente o inconsciamente, quando l’ambiente che li circonda viene radicalmente trasformato, forse per sempre.

“Solastalgia“ è una parola formata latino sōlācium (conforto) e della radice greca -algia (dolore).

Dice Albrecht: "La nostalgia di casa che si prova quando si è ancora a casa".

Un sentimento che dall’Australia si è ormai diffuso in tutto il mondo.

A cura di Olga Mugnaini