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31 gen 2022

Duplice omicidio a Napoli, due uomini freddati a colpi d'arma da fuoco: guerra tra clan

Le vittime sono Pasquale Torre, 47 anni, e Giuseppe Di Napoli, 35 anni, entrambi fedelissimi dell'ex clan Lo Russo. Tra le ipotesi dell'agguato, uno sgarro al clan Licciardi di Secondigliano per una partita di droga 

31 gen 2022
Il luogo del duplice omicidio a Napoli, 31 gennaio 2022. Due persone sono state uccise a colpi d'arma da fuoco all'interno di un parco privato al rione don Guanella, nel quartiere Miano, alla periferia della citt�. Sul posto sono giunti polizia e soccorritori ma per i due non c'� stato nulla da fare. ANSA/ CIRO FUSCO
Il luogo del duplice omicidio a Napoli
Il luogo del duplice omicidio a Napoli, 31 gennaio 2022. Due persone sono state uccise a colpi d'arma da fuoco all'interno di un parco privato al rione don Guanella, nel quartiere Miano, alla periferia della citt�. Sul posto sono giunti polizia e soccorritori ma per i due non c'� stato nulla da fare. ANSA/ CIRO FUSCO
Il luogo del duplice omicidio a Napoli

Napoli, 31 gennaio 2022 – Una piazza di droga contesa e uno sgarro per una partita di sostanze stupefacenti. Questo uno dei moventi che ha portato al duplice omicidio in pieno giorno al parco Colombi in via Don Guanella a Miano, zona nord di Napoli. L’altro potrebbe essere un agguato di un mese fa che, con la morte di un 38enne figlio di un boss locale, avrebbe scatenato una nuova guerra tra clan.

Le vittime sono il 47enne Pasquale Torre imparentato con un pentito del clan Lo Russo, Mariano, in carcere per aver commesso diversi omicidi per conto del boss, tra i quali quello del 17enne Genny, vittima innocente della camorra e Giuseppe Di Napoli, figlio di Carmine detto “Miniello”, 35 anni. I due sarebbero stati uccisi per dissidi nella gestione di una piazza di droga al rione Don Guanella, una piazza che per metà è divisa con il potente clan Licciardi di Secondigliano.

Sommario: 

La seconda pista

La zona di Miano da tempo vive fibrillazioni dovuti all'eredità lasciata dal dissolto clan Lo Russo, detto dei Capitoni, i cui boss sono tutti pentiti o morti. Negli anni si sono susseguite
quattro feroci faide. Da due anni però è stato scarcerato un ras di spessore che ha creato molte frizioni perché ha eliminato via via molti gestori autonomi di piazze di droga. L'ultimo
delitto risale al
21 novembre. A morire fu Giuseppe Tipaldi, ex clan Lo Russo, con un fratello che sconta 25 anni per duplice omicidio. Torre e' stato ucciso ancora al volante dell'auto, mentre Di Napoli e' stato trovato fuori dall'abitacolo, accanto alla vettura.

Un duplice omicidio commissionato per “lavare col sangue” la morte di un 38enne figlio di un ras locale, elemento scatenante di una faida tra gruppi camorristici rivali. È questa l’ipotesi ritenta maggiormente plausibile dagli inquirenti per la morte del 45enne Pasquale Torre e il 34enne Giuseppe Di Napoli. Torre è imparentato con Giuseppe Lo Russo, esponente di spicco dell'omonimo clan, soprannominato “I capitoni”, ormai decimato dall'azione delle forze dell'ordine e della magistratura.

Cosa sta emergendo dalle indagini

Dagli accertamenti degli agenti del commissariato Scampia e della Squadra Mobile è emerso che Pasquale Torre è fratello di Mariano Torre, collaboratore di giustizia legato al clan Lo Russo, colui che ha contribuito a fare luce sulla morte di Genny Cesarano, il giovane ucciso a soli 17 anni, all'alba del 6 settembre 2015, nel rione Sanità, durante una “stesa” ordinata dal boss Carlo Lo Russo – anche lui poi diventato un collaboratore di giustizia – per uccidere il boss rivale Pietro Esposito.

Al momento però, sebbene non siano totalmente escluse altre piste, per gli investigatori la morte di Pasquale Torre non sarebbe riconducibile a una vendetta trasversale nei confronti del pentito. Pasquale e Mariano sono figli di Antonio Torre, fratello di Anna Torre che è la moglie di Giuseppe Lo Russo, esponente di spicco dell'omonimo clan. Gli inquirenti della Polizia di Stato e della Dda ritengono invece che il duplice omicidio sia la risposta a un altro assassinio avvenuto all'inizio del mese. A morire in un circolo fu un 38enne figlio di 8un boss, una morte che viene indicata come la miccia di una guerra tra clan.

I fatti: come sono morti

Duplice omicidio in un parco privato al Rione don Guanella di Napoli, al confine tra Miano e Scampia. Le vittime sono il 47enne Pasquale Torre e il 35enne Giuseppe Di Napoli, entrambi ritenuti vicini all'ex clan Lo Russo. I due erano a bordo di un'auto quando sono arrivati i killer in sella a uno scooter. Torre è morto sul colpo, Di Napoli ha provato a scappare, ed è stato finito accanto all'auto. È accaduto nel pomeriggio di oggi.

I due si trovavano in una Fiat Punto quando sono stati raggiunti dalla scarica di proiettili. Torre è stato colpito nell'abitacolo lato guida, l'altro pochi metri fuori dall'auto. Forse tentava di
fuggire. Dalle prime indiscrezioni sembra prendere corpo la
matrice camorristica. Pasquale Torre sarebbe imparentato con Mariano Torre, ex fedelissimo del clan Lo Russo diventato collaboratore di giustizia dopo l'arresto, perché ritenuto tra i responsabili della morte di Gennaro Cesarano, ucciso per errore nel settembre del 2015 in un raid di camorra.

Si scava nella vita delle vittime

Gli investigatori stanno scavando nel passato delle due vittime, vagliando anche alcune loro relazioni di parentela e possibili contiguità con la criminalità organizzata. L'agguato al momento
viene inquadrato nel conflitto tra clan rivali dell'area a nord del capoluogo. La zona dove è avvenuto oggi il duplice omicidio è stata per anni sotto l'influenza del clan Lo Russo i cosiddetti
Capitoni una potente cosca che è stata decimata negli ultimi tempi dagli arresti eseguiti dalle forze dell'ordine anche grazie alle rivelazioni di alcuni pentiti.

L'arrivo sul posto della Polizia scientifica
L'arrivo sul posto della Polizia scientifica

Cosa è accaduto oggi

Duplice omicidio quasi certamente di matrice camorristica. Le due vittime sono uomini ritenuti vicini all'ormai ex clan Lo Russo. A far fuoco in pieno giorno e con diverse armi, secondo una prima ricostruzione, sarebbero stati alcuni sicari giunti sul posto a bordo di più scooter. Quando è intervenuta la polizia, coordinata dal dirigente del commissariato di Scampia, Bruno Mandato, non ha potuto far altro che constatare i decessi: una delle due vittime dell'agguato era all'interno di un'autovettura, piegata sul volante. Il suo sodale ha invece tentato la fuga, ma è stato ugualmente raggiunto dai killer che l'hanno colpito ripetutamente lasciandolo poi a terra, dove è morto. Sono corso le indagini degli inquirenti per accertare la dinamica dei fatti e il movente dell'agguato.

Il luogo del duplice omicidio a Napoli
Il luogo del duplice omicidio a Napoli

Ruotolo: “Disarmare Napoli, strategia di potere terroristica”

“La camorra torna a sparare e uccidere a Napoli. È fondamentale la lotta ai clan. Non è più tollerabile che nella terza città d'Italia, ogni giorno persone innocenti rischiano di trovarsi al centro di agguati, 'stese' ed esplosione di ordigni". Lo afferma in una nota il senatore Sandro Ruotolo del gruppo Misto. "Gli ultimi sequestri di armi a Frattaminore, di una bomba piena di chiodi a Cardito e il verificarsi di scontri cruenti come ad Arzano, ci mostrano – spiega – come la camorra persegua una strategia di potere con un'evidente modalità terroristica.
Occorre intervenire subito per disarmare Napoli e la sua area metropolitana".

Le reazioni del territorio

"Il duplice omicidio di oggi è l'ennesima ulteriore dimostrazione di come Napoli non sia una città sicura. Diciamo da mesi che serve un piano serio, non solo chiacchiere e sfilate dei politici di turno. Si apra subito un tavolo istituzionale a partire dall'assise cittadina". Così Catello Maresca, consigliere comunale di opposizione, in merito al duplice omicidio avvenuto nel rione don Guanella di Napoli oggi pomeriggio.

"Una città che appare in mano alla camorra è il peggio che possiamo augurarci in un momento cruciale come quello che ci apprestiamo a vivere prosegue Maresca . L'amministrazione dia
un
segnale chiaro e faccia di Napoli una città all'insegna della legalità".

"Domani annuncia Maresca sarò al Don Guanella per dare un segno tangibile di vicinanza al territorio e a tutti coloro come don Aniello Manganiello che, spesso da soli e tra mille difficoltà, combattono ogni giorno le illegalità e la sopraffazione".

Antonio Bassolino, già sindaco di Napoli, chiede una seduta del consiglio comunale sull'emergenza camorra, mentre il consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Borrelli, invoca il pugno duro contro i camorristi. "Quanto ancora bisognerà aspettare che dalle parole di Lamorgese si passi ai fatti per garantire la sicurezza nei nostri territori? Nel frattempo, a pochi giorni dall'ultima visita della ministra a Napoli, la camorra torna ad alzare la testa, colpendo in pieno giorno”. A dirlo è Severino Nappi, consigliere regionale campano e coordinatore della città metropolitana di Napoli della Lega.

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Il tempo è già ampiamente scaduto, basta con i proclami e gli annunci di facciata, ci si attivi da subito per dotare la città di forze, strutture e mezzi adeguati per contrastare l'emergenza criminalità e far sentire concretamente la presenza dello Stato", è l’appello di Nappi alla ministra Luciana Lamorgesearrivata nei giorni scorsi a Napoli per siglare il protocollo sicurezza.

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