Lunedì 22 Aprile 2024

Fashion week di Parigi: ecco il nero Valentino che dà potere alla femminilità

Per il prossimo inverno il direttore creativo Piccoli punta sul total black, ma spiega: “Questo è un momento buio per il mondo, ma da qui parte la ricerca della luce”

La sfilata di Valentino a Parigi con la collezione del prossimo inverno

La sfilata di Valentino a Parigi con la collezione del prossimo inverno

Parigi, 3 marzo 2024 – Dal primo modello all’ultimo, il sessantatreesimo, una sfilata tutta in nero. Ma un nero pieno di tonalità e di luce, di pesi e di volumi, di rigore e seduzione. E’ questa la moda per l’inverno 2024-2025 di Valentino secondo l’idea e l’intuizione di Pierpaolo Piccioli che ne è il bravo direttore creativo, sempre più sicuro di sé e della sua filosofia del vestire le donne. “Dentro questa collezione – racconta Pierpaolo Piccioli – ci sono tanti modi di leggere il nero, sempre in tanti colori. Perché il nero per me è un punto di partenza per cercare la luce, che assorbe e rifrange, e cambia a seconda dei materiali che si usano per la passerella. Io stesso indosso il nero come un’uniforme, e ne sono consapevole. Mi permette di concentrarmi su ciò che mi circonda e semplicemente mi piace. Dal nero cerco la luce, e nel nero affino la vista”.

Non manca nel messaggio di Piccioli per Valentino un messaggio intorno alla situazione che stiamo vivendo, ai dolori che proviamo. “Nei momenti difficili ci si rifugia nel passato che rassicura – dice il creativo che non nasconde mai le sue idee – così ho voluto dare forma a questo momento reazionario che il mondo sta vivendo. Perché Charles Baudelaire diceva che il nero è l’uniforme della democrazia”.

Alcuni modelli della prossima collezione inverno di Valentino
Alcuni modelli della prossima collezione inverno di Valentino

Ed eccolo il nero Valentino contemporaneo, quasi una contrapposizione netta al mito del rosso Valentino, con le modelle pettinate un po’ retrò con chignon alla Ertè e labbra col rossetto nero anche quello, che sfilano nell’hotel particulier al numero 31 di rue de l’Universitè dove ha vissuto Karl Lagerfeld fino alla fine e ora, evidentemente, diventato luogo di stucchi dorati e di specchi che si può affittare. Una sartorialità come sempre molto raffinata per la quale Piccioli ha voluto unire le esperienze e il savoir faire dei reparti sartoria e fluido in modo da avere una visione di stile tutta nuova e particolare. Come l’abito corto e mini con una grande rosa applicata sopra al polso, le spalle ben definite, le scarpe di vernice nera. “Ho voluto dare potere alla femminilità – continua Pierpaolo – un potere che passa attraverso gli abiti, riletto coi codici del contemporaneo per proiettarci in avanti. Questo è un momento buio per il mondo, dobbiamo cercare fino all’impossibile la luce”. Anche attraverso il montgomery di panno di lana con la balza di rafia e piume di organza che danno bagliori diversi al nero, alla tunica di chiffon che pare rimandare per la leggerezza alla memoria di un certo vestito, o il giaccone di paillettes tagliate come se fossero piume, fino al cappotto zippato nasce dall’idea della felpa nobilitata. La pelliccia è un cardigan lungo di maglia di lana.

Alla domanda se il lusso finanziario freni o no la moda, Pierpaolo Piccioli risponde subito in modo diretto: “Io mi sento libero, e questo è importante”. La maison Valentino infatti nei mesi scorsi ha ufficializzato il passaggio per il 30% al Gruppo Kering di François Henri Pinault, il quale lo ha acquistato dal fondo sovrano del Qatar Mayhoola che lo deteneva al 100% da alcuni anni e che entro il 2028 dovrebbe cedere tutte le sue quote al magnate Pinault.