Sabato 20 Luglio 2024
EVA DESIDERIO
Moda

Giorgio Armani, 90 anni da "creativo rigoroso"

L’autodefinizione del Maestro della moda italiana e internazionale. Un compleanno speciale, festeggiato con stile e sobrietà

Roma, 10 luglio 2024 – “Il successo? È realizzare i propri sogni", dice Giorgio Armani a chi gli domanda come ha fatto a diventare lo stilista e imprenditore galattico che è, restando un uomo elegante, schivo, riservato, perfezionista, testardo, ironico, spesso sorridente anche per strada quando tutti lo salutano con ammirazione e sorpresa vedendolo attento a supervisionare le vetrine delle sue boutique, generoso con chi ha bisogno e mecenate per Milano e il mondo, severo coi propri collaboratori e prima di tutto con se stesso. Domani festeggia 90 anni di fama creativa, di talento, rimanendo con semplicità nella casa di via Borgonuovo, in famiglia, senza party mondani e feste matte, nella città che lo ha adottato nel 1949 quando si è trasferito sotto la Madonnina dalla natìa Piacenza, le sue doti umane e professionali se possibile brillano ancora di più, con quel tratto di classe che l’universo del fashion e del business gli riconosce.

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Un uomo che si è fatto da solo, mattone dopo mattone, ancora prestante e disciplinato dall’attività quotidiana in palestra, l’alimentazione parca e sana, mai fumato né bevuto, gli occhiali leggeri e come trasparenti, i completi informali di ogni giorno pantaloni e t-shirt blu, la sneaker bianca e rare volte, per le occasioni speciali come i defilé, la giacca di maglia che è uno dei suoi emblemi di comfort insieme al tuxedo di velluto nero. Giacche sempre destrutturate come le mille e mille giacche di Giorgio Armani da uomo e da donna che hanno rivoluzionato e continuano a rivoluzionare sorprendentemente la filosofia dello stile contemporaneo. Una filosofia di vestire timeless e un esempio di vita da primato, di lavoro continuo che dura da cinquant’anni, condotto con rigore e equilibrio, lontano dalle nostalgie retrò e dagli eccessi, dalla frenesia di una produzione che sta invadendo e inquinando il mondo.

Novant’anni che raccontano un’avventura cominciata con l’educazione severa ricevuta in casa dalla mamma Maria, col fratello Sergio e la sorella Rosanna. Una mamma adorata per sempre Mariù e poi oggi Main, diminutivo di mamma in dialetto piacentino, che ha dato il nome al suo 65 metri nero lucido. Poi due anni alla facoltà di medicina che non sente mai sua e il salto a Milano come vetrinista alla Rinascente. La moda lo intriga, conosce Nino Cerruti che lo arruola subito, inizia delle consulenze che lo portano a sfilare nella Sala Bianca di Palazzo Pitti, anche perché nel 1975 ha fondato con Sergio Galeotti, suo grandissimo amore e socio coraggioso, la Giorgio Armani spa, con atelier in Corso Venezia. Stava nascendo il pret-à-porter italiano, la moda stava cambiando, e Armani ne è stato subito un visionario protagonista. Un’escalation di bellezza, eleganza misurata e naturale, successo internazionale fino alla copertina del Time del 1982, e poi le campagne con Aldo Fallai che lanciano un’immagine unica di una moda reale, globale, vera e possente nella ricerca ossessiva di una sublime semplicità. Oggi modernissima come testimonia il successo delle sue sfilate a Milano e nel mondo come l’ultima di Armani Privé a Parigi sotto il segno delle perle.

Domani Giorgio Armani, "creativo rigoroso" come si è definito, sarà al lavoro per l’Emporio Armani donna per l’estate 20205 e soprattutto per la collezione Giorgio Armani donna che porterà a New York il 17 ottobre prossimo per il ritorno negli Usa dopo undici anni con la collezione femminile per l’estate 2025 che festeggerà l’apertura del nuovo building in Madison Avenue. Gli 80 paesi dove arriva la sua moda, i 9.257 dipendenti nel mondo e i nove stabilimenti produttivi hanno bisogno della sua grinta di indomito novantenne, grande italiano la cui vita andrebbe insegnata ai ragazzi nelle scuole per dare speranza nel futuro, parlare di natura, sostenibilità, aiuto ai poveri assetati dell’Africa per i quali Giorgio Armani ha fatto scavare centinaia di pozzi, soccorso autentico ai bisogni di molti dato in silenzio, cultura del lavoro,rispetto di sé e del proprio Paese.

Come testimoniano le bandiere tricolore che sventolano sempre sui balconi dei suoi palazzi in via Borgonuovo, dove ha casa un italiano straordinario che tutto il mondo ci invidia.