Venerdì 12 Aprile 2024

Vivienne Westwood: a Parigi sfilano le dame e i paggi contemporanei. La passerella firmata da Andreas Kronthaler

La sfilata-performance vede protagonisti i mini kilt, i bustier, ma anche accessori come il sospensorio (in versione punk). L’ispierazione da ‘Il sarto’ di Giovanni Battista Moroni

Andreas Kronthaler e la modella Kristen McMenamy alla fine della sfilata Vivienne Westwood di Parigi (Ansa)

EDITORS NOTE: Graphic content / Austrian fashion designer Andreas Kronthaler and US model Kristen McMenamy acknowledge the applause at the end of the show after presenting creation by Vivienne Westwood for the Women Ready-to-wear Fall-Winter 2024/2025 collection as part of the Paris Fashion Week, in Paris on March 2, 2024. (Photo by Geoffroy VAN DER HASSELT / AFP)

Parigi, 2 marzo 2024 – Tre giovani artisti cantano la natura, ne riproducono i suoni e le atmosfere, fanno suonare i boschi col cinguettio degli uccelli e il loro sbattere le ali. Siamo sulla passerella di Andreas Kronthaler, vedovo ed erede creativo di Vivienne Westwood, l’uomo che ne ha ereditato, meritatamente, lo scettro dello stile che ha chiamato questi tre connazionali nati in Austria come lui che hanno cantato e ballato per tutto lo show. Nella performance prima c’è l’incanto della natura, poi la sua ribellione alle brutture e agli abusi dell’inquinamento e del cambiamento climatico tra bufere e fulmini e poi, alla fine, la rinascita, come una nuova alba sul bosco e chi lo abita. L’idea di questa performance molto emozionante è venuta ad Andreas a gennaio scorso in un soggiorno in Austria durante il quale ha fatto lunghe passeggiate solitarie in montagna tra gli alberi.

Alcuni dei modelli della sfilata di Parigi del marchio Vivienne Westwood
Alcuni dei modelli della sfilata di Parigi del marchio Vivienne Westwood

Una contaminazione che ha impressionato fortemente la passerella al maschile e al femminile, con dame e paggi vestiti alla maniera del Seicento, i maschi con i giubbetti di velluto blu tempestati da piccoli fiori, le braghe con in bella vista un sospensorio punk e protettivo delle parti intime, le donne in abiti neri austeri ed eleganti nella loro semplicità senza tempo, un po’ da nobile vedova un po’ da governante. Nel mezzo il mini kilt scozzese azzurro, i bustier della storia di Westwood, il mantello bianco latte di lana infeltrita del pastore in transumanza che lo copre da testa a piedi e lo fa sopravvivere, il pastore col bastone di legno ma abbigliatissimo alla Westwood che è Sam Smith, cantautore pop da 14 milioni di follower. In sfilata a chiudere in camicia bianca tutta spaccata lungo i fianchi un affascinante veterana dai capelli bianchi come Kristen McMenamy, classe 1964, e Lila Moss (la figlia di Kate Moss), classe 2002 tutta di celeste vestita. Nel pubblico arrivato qui a Parigi c’è anche Julia Fox e una schiera di personaggi stravaganti che non mancano mai a questo appuntamento, tutti inalberati su scarpe tacco 20. Andreas ha voluto che non mancasse a questo defilé Rosita Cataldi, l’imprenditrice che da Prato ha sempre prodotto la maglieria per Vivienne Westwood e i più begli abiti da sera e da sposa. “Siamo amici per la vita e Vivienne è nei nostri cuori”, dice con affetto e nostalgia Rosita.

Alcuni modelli della nuova collezione Vivenne Westwood (Ansa)
Alcuni modelli della nuova collezione Vivenne Westwood (Ansa)

Andreas Kronthaler nel suo inno alla natura mette anche stavolta il disegno di un pettirosso, piccolo e indifeso nel bosco incantato di questa collezione, come fosse una tenere reincarnazione della moglie Vivienne al ricordo della quale è struggentemente legato. Un ritratto di un neo Rinascimento visto con le trasgressioni di oggi, questa collezione per l’inverno 2024-2025 di Westwood per Andreas Kronthaler che è rimasto colpito dalla bellezza de ‘Il sarto’ di Giovanni Battista Moroni visto nella mostra a Milano. “Per il prossimo inverno – spiega Andreas – c’è molto nero perché noi amiamo molto questo colore, è pratico e al tempo stesso il più elegante di tutti i colori. Ed è molto importante sapere che c’era una vita prima della nostra. E ricordarsi sempre che l’eleganza sta tutta in come una persona si muove attraverso la vita. Ha meno a che fare con ciò che indossi e di cosa profumi e più con il tuo io interiore”.