Venerdì 19 Luglio 2024
EVA DESIDERIO
Moda

L’uomo Giorgio Armani, l’anima dello stile

In passerella una prova d’autore entusiasmante. Da Gucci trionfano colori e un nuovo formale, da Zegna il lino è superchic

Sfila l'uomo di Giorgio Armani

Sfila l'uomo di Giorgio Armani

Giorgio Armani, ovvero coerenza e costanza di pensiero e di stile, oltre che grandezza di uomo e di creativo. Sabato De Sarno, da appena un anno direttore creativo di Gucci, una forte esperienza di couture e di sartorialità unita a una fantasia moderna e alla tenacia di chi è arrivato così in alto da solo in questi anni certo non facili per la moda. Alessandro Sartori, direttore creativo di Zegna, marchio dell’eccellenza tessile e dell’eleganza maschile, una passione sconfinata per la materia e la natura. Tre italiani che fanno grande e forte il Made in Italy e che ieri col loro talento, la loro passione, la loro tenacia e sana ambizione hanno dato forza alla Milano Fashion Week per l’estate 2025, organizzata dalla Camera Nazionale della Moda Italiana presieduta da Carlo Capasa.

Una prova d’autore assoluta quella di Giorgio Armani, re indiscusso di uno stile che sfida ogni volta il tempo e la stessa moda, riuscendo a stupire e ad ammaliare per i suoi abiti che sono l’espressione della sua anima e dei suoi sentimenti. Colti, rilassati, profondi. Bravo Armani che ancora una volta ha mandato in passerella l’idea della sua mitica giacca, rivista all’oggi, con la forma allungata, dritta e staccata dal corpo con una leggerezza inedita, le spalle morbidamente scese ma senza eccessi inutili che tengono la forma e il comfort sotto controllo. E rinnovare la giacca Armani è ogni volta un miracolo di stile. E poi i pantaloni con le pences in vita e affusolati in fondo oppure larghi e come aerei. Sempre il gilet, capo maschile per eccellenza, e sempre maglieria inarrivabile a righe o con la stampa delle palme che si rincorre anche sulle proiezioni della scena del defilè.

Armani ama vestire gli uomini in tonalità monocolore dalla testa ai piedi, beige e grigio, il mitico greige, una punta di verde petrolio nello spolverino al vento, tanto blu anche ad effetto lavato e un po’ bruciato dal sole. E scrosciano gli applausi quando re Giorgio compare alla fine del defilè insieme al braccio destro di sempre Leo Dell’Orco e al responsabile delle linee uomo Gianluca Dell’Orco, per un generoso tributo a tutto il team. In prima fila il Gladiatore premio Oscar Russell Crowe, con figlio e compagna.

Convince e rasserena anche il defilè maschile di Gucci alla Triennale, "spazio d’arte e di incontri" che per questo piace molto al direttore creativo Sabato De Sarno. E in questa collezione il primo incontro è con la libertà, che deriva dagli accenni sul surf, dai suoi colori allegri ed abbaglianti, dagli animali del mare come i delfini e dai fiori dell’estate come gli ibiscus. "Faccio i miei vestiti per le persone che li indosseranno per essere se stessi, non mi piacciono i vestiti che spaventano – racconta De Sarno –. Io mi sento libero quando seguo il mio cuore. Io voglio essere conosciuto oltre i 18 minuti di sfilata. E dico a tutti: vestiti come ti pare".

Rendere nuovo il formale, la sartoria, le giacche che sono un abbraccio, il cappotto che come tutta la collezione estiva è in fresco popeline: questa la sfida di De Sarno. E poi i colori, "che scopro che sono nuovi quando li faccio, ballando", continua Sabato che ha ricevuto tantissimi applausi e anche quelli soddisfatti di Francesca Bellettini. Volumi ispirati alla couture per le camicie preziose, anche di frange o profili di paiellettes e ricami, stivaletti con la punta come la bocca del delfino, la B Bag piccola, gli occhili portati al collo coi nastri dei surfisti, cinture col doppio moschettone per il nuovo uomo Gucci, con questa seconda collezione, che piacerà nel mondo.

In uno spazio industriale nudo, riempito da campi di lino fatti da fili di rame sfila Zegna col tocco felice di Alessandro Sartori. L’Oasi di Lino è il nuovo paradiso del brand. Chiude il defilè l’attore danese Mads Mikkelsen, con la giacca Il Conte di pelle color terracotta. Prima di lui modelli di tutte le età "perché Zegna è per tutti e per tutte le taglie" come racconta Sartori, anche per donne (poche) ma superchic coi completi rubati a lui. Sensualità di forme scivolate, di lino ruvido o morbido, volumi che avvolgono, tra giallo paglia e viola ortensia, nero e marrone, bianco, blu, sabbia, faggio e castoro, una pluralità come somma di differenze che rincuora.