Coco senza segreti

Il nuovo documentario in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW mostra una personalità unica e uno stile inconfondibile

Locandina di 'Coco Chanel – Senza segreti' - Ph credit Sky Arte

Locandina di 'Coco Chanel – Senza segreti' - Ph credit Sky Arte

Di lei si è scritto, parlato. Svariati film, documentari e mostre dedicati, eppure la storia e i ritratti di Coco Chanel, pseudonimo di Gabrielle Bonheur Chanel (Saumur, 19 agosto 1883 - Parigi, 10 gennaio 1971), hanno ancora molto da rivelare e insegnare a noi donne e uomini di questi tempi. Perché la sua figura ha un impatto rivoluzionario incredibilmente attuale ed esemplare. “Coco”, la donna che ha trasformato il suo lavoro in arte, che ha rivoluzionato il mondo della moda e che ha tramandato la sua visione alle epoche successive è al centro del documentario in due episodi “Coco Chanel – Senza segreti”, in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW, che mostra una personalità unica e uno stile inconfondibile.

La figura di Coco è sempre rimasta un enigma

Raccontato con le sue stesse parole, e grazie alle testimonianze delle persone che l’hanno conosciuta, questa biografia cattura la vera essenza dell’enigmatica Gabrielle ‘Coco’ Chanel, rivelando come la sua stessa vita sia stata d’ispirazione per la maggior parte delle sue creazioni. Tra le più iconiche: il tubino nero, la giacca di tweed e il profumo Chanel No 5. Grazie alle sue creazioni, che nel 21esimo secolo rimangono ancora simbolo di lusso, stile, sensualità e potere, ha saputo regalare alle donne un senso di libertà, all’interno di un mondo ancora fortemente dominato dagli uomini. Nonostante la sua popolarità, la figura di Coco è sempre rimasta un enigma, mascherando un’infanzia vissuta in povertà e le complesse vicende della sua vita, tra cui una storia d'amore durante la guerra per cui venne anche accusata di collaborazione nazista.

Un ritratto completo della stilista francese

Il documentario, diretto dalla regista Hannah Berryman, disegna un ritratto completo della stilista francese, mettendo in luce anche gli aspetti più enigmatici della sua biografia. Il racconto parte infatti dall'infanzia, segnata dalla povertà, fino alla storia d’amore vissuta durante la Seconda Guerra Mondiale, che la portò ad essere accusata di collaborazione con i nazisti. La vita privata di Gabrielle Chanel, infatti, ha avuto un'importanza fondamentale nel suo percorso creativo a partire dalla sua infanzia, che fu all'origine di una personalità difficile. La necessità di inserirsi continuamente in ambienti che non le erano propri e la mancanza di radici salde la costrinsero a inventarsi un'identità che adeguò progressivamente ai “mondi” con cui aveva rapporti, una sorta di biografia romanzata che Chanel di volta in volta modificava per rendersi accettabile, per nascondere il proprio passato e per appropriarsi delle culture con cui veniva in contatto. Dalle “leggende” sulla sua esistenza nacquero le sue mode che, di fatto, erano il modo in cui lei costruiva il proprio personaggio e comunicava agli altri la propria identità.

La vita e la biografia come fonte di ispirazione

La sua vita e le persone che frequentò e amò furono per lei sempre fonte di ispirazione: guardando gli indumenti che negli altri la affascinavano dava forma a capi d'abbigliamento pensati per un'ideale di donna emancipata e libera che lei stessa impersonava. In un certo senso si potrebbe dire che creò abiti per se stessa, per la donna che voleva essere, dimenticando il passato che non le piaceva e che la faceva soffrire. In questo contesto, per parlare dell'opera e del ruolo di Chanel nella moda non si può non approfondire la sua biografia. Tra la sua moda e la sua vita c'è stato un legame inestricabile. A Paul Morand, amico di lunga data, disse una volta «Mi domando perché mi sono lanciata in questo mestiere; perché vi figuro come rivoluzionaria? Non fu per creare quello che mi piaceva, ma proprio, dapprima e innanzitutto, per far passare di moda quello che non mi piaceva». Il documentario, dunque, approfondisce gli inizi della sua carriera, il suo rapporto con gli artisti degli anni Venti e con gli aristocratici russi e inglesi, mettendo in luce il modo in cui queste relazioni influenzarono le sue creazioni. Il documentario è ricco di contenuti mai visti prima, provenienti dagli archivi di House of Chanel e di inedite interviste d’archivio a Lilou Marquand, assistente di Coco Chanel, e alle sue modelle attuali e di allora. Una storia tutta da guardare, perché Coco ha ancora molto da dire.