Willie Peyote (secondo da sinistra) salirà sul palco con i Fast Animals and the Slow Kids
Willie Peyote (secondo da sinistra) salirà sul palco con i Fast Animals and the Slow Kids
di Andrea Spinelli "L’Italia si cura con il lavoro" ricorda lo slogan scelto quest’anno da Cgl, Cisl e Uil per il Concertone del Primo Maggio, ma anche la musica si cura col lavoro e il settore dello spettacolo è quello lasciato più indietro dalla pandemia. Il primo a chiudere e l’ultimo a ripartire, come sottolinea un altro leitmotiv adottato in questi mesi per rammentare alla politica gli oltre 380 mila lavoratori a casa ormai da 430 giorni o giù di lì. Ed è in questo contesto che si colloca l’edizione 2021 della Woodstock sindacale, in diretta dalla cavea dell’Auditorium Parco della Musica su Raitre e Radiodue,...

di Andrea Spinelli

"L’Italia si cura con il lavoro" ricorda lo slogan scelto quest’anno da Cgl, Cisl e Uil per il Concertone del Primo Maggio, ma anche la musica si cura col lavoro e il settore dello spettacolo è quello lasciato più indietro dalla pandemia. Il primo a chiudere e l’ultimo a ripartire, come sottolinea un altro leitmotiv adottato in questi mesi per rammentare alla politica gli oltre 380 mila lavoratori a casa ormai da 430 giorni o giù di lì. Ed è in questo contesto che si colloca l’edizione 2021 della Woodstock sindacale, in diretta dalla cavea dell’Auditorium Parco della Musica su Raitre e Radiodue, dalle 16.30 alle 19 e dalle 20 a mezzanotte, ma anche su RaiPlay. Al timone l’attore (e pianista) Stefano Fresi, affiancato da Ambra Angiolini e da Lillo Petrolo, del duo Lillo & Greg.

"Quest’anno qualsiasi palco per qualsiasi artista rappresenta un’occasione imperdibile" assicurano molti dei protagonisti, così il catalogo spazia tra la “A” degli Après La Classe, che divideranno la scena con i Sud Sound System, e la “Z” dello Zen Circus, incontrando presenze internazionali come Noel Gallagher e LP, ma anche Max Gazzè e Daniele Silvestri, Fedez e Francesca Michielin, Vasco Brondi, Colapesce Dimartino, Fedez, Francesca Michielin, Alex Britti, Noemi, Ermal Meta, Fabrizio Moro. Ad aprire la sezione serale, Antonello Venditti al debutto da una Piazza San Giovanni deserta.

"Il cast di questo Primo Maggio costituisce un ulteriore segnale di quanto bene ha fatto Sanremo e di quanto certe scelte di rinnovamento hanno incontrato il gusto del pubblico in maniera molto più trasversale di quanto non ci si aspettasse" spiega Willie Peyote, in scena con i Fast Animals and The Slow Kids, spiegando la presenza di ben 18 reduci dal Festival. "Sia a livello di comunicazione che discografico Sanremo è stato quest’anno l’unico evento capace di muovere qualcosa di significativo nel mondo della musica, quindi era inevitabile che la sua fame di contemporaneità spingesse il Primo Maggio ad attingere da lì" sottolinea Aimone Romizi, frontman degli stessi Fask.

E se l’Ariston con la sua voglia di rinnovamento aveva trascurato quasi una generazione (quella compresa tra i 53 anni di Max Gazzé e i 77 di Orietta Berti), ci pensa il concertone a puntare su certezze come Piero Pelù, Edoardo Bennato, Gianna Nannini, Enrico Ruggeri, Modena City Ramblers. "Visto che Sanremo quest’anno ha fatto una scelta di campo precisa, ha senso che il concertone operi paradossalmente una selezione più trasversale, con artisti che vengono a dire delle cose e non solo a partecipare a una kermesse televisiva". Il rapper torinese e i Fask presentano Cosa ci direbbe, il loro nuovo pezzo in condominio. "Con Aimone chiudiamo un cerchio – spiega Willie – Ci siamo conosciuti tre anni fa proprio qua, per entrambi era la prima esperienza. Salvo cambi dell’ultimo momento, non porterò il pezzo di Sanremo perché ne ho scelto uno che si sposasse bene con le dinamiche dei Fask. Mai dire mai (la locura) esce troppo dalle loro corde, mentre noi vogliamo mischiare elementi apparentemente diversi che hanno, invece, una radice comune".