Michela Giraud, 33 anni
Michela Giraud, 33 anni
"La comicità non deve essere corretta ma intelligente". Parola di Michela Giraud, romana, 34 anni il prossimo 28 luglio: Michela è una delle poche (e più popolari) stand up comedian italiane. La stand-up comedy è una forma di spettacolo in cui un comico si esibisce in piedi (stand-up) davanti a un pubblico rivolgendosi direttamente alla platea; da qualche anno – grazie soprattutto alle piattaforme streaming che propongono gli show del maestri Usa o a canali tv come Comedy Central che sperimentano con i talenti italiani – ha preso piede anche da noi. E la Giraud ne è una star. Michela, ridere, di questi tempi, fa bene... "Fa sempre bene. La risata è terapeutica, ridere è l’antidolorifico che spinge le persone, indipendentemente da genere, etnia, lingua e provenienza, ad...

"La comicità non deve essere corretta ma intelligente". Parola di Michela Giraud, romana, 34 anni il prossimo 28 luglio: Michela è una delle poche (e più popolari) stand up comedian italiane. La stand-up comedy è una forma di spettacolo in cui un comico si esibisce in piedi (stand-up) davanti a un pubblico rivolgendosi direttamente alla platea; da qualche anno – grazie soprattutto alle piattaforme streaming che propongono gli show del maestri Usa o a canali tv come Comedy Central che sperimentano con i talenti italiani – ha preso piede anche da noi. E la Giraud ne è una star.

Michela, ridere, di questi tempi, fa bene...

"Fa sempre bene. La risata è terapeutica, ridere è l’antidolorifico che spinge le persone, indipendentemente da genere, etnia, lingua e provenienza, ad alleggerirsi, smorzare i toni della negatività, ritrovarsi e riconciliarsi con se stessi. Si ride di battute sagaci e anche di quelle improbabili, perché a volte nel cuore scoppia una voglia irrefrenabile di lasciarsi andare".

Che cosa è per lei la comicità?

"Un grande strumento di democrazia, ma va saputa usare. Con l’ironia si può dire tutto, ma con rispetto e intelligenza".

Si parla spesso del politicamente corretto: anche la stand-up comedy, che negli Usa toccò il suo apice negli anni ’60 con il “maledetto” Lenny Bruce, deve essere corretta?

"No. La sensibilità cambia ed è giusto stare al passo, ma per me la linea, il confine morale, è quanto uno si senta a proprio agio nel parlare di certi temi. Io non parlo mai di temi che non ho vissuto sulla mia pelle, come le malattie o le violenze".

Lei comica lo è diventata per caso: all’inizio faceva danza classica...

"Ho scelto la danza, ma la danza non ha scelto me. Me la fecero fare i miei genitori, padre militare e madre medico, perché era una cosa da bambina borghese, ma non mi piaceva molto: ero scalmanata e ho resistito per dieci anni. L’attitudine alla comicità ce l’ho sempre avuta, ma non l’assecondavo: ho aspettato tanto, prima di accettare questa mia vocazione".

Perché?

"Avevo alcuni amici che già facevano teatro e non volevo rubare il loro sogno. A 26 anni, durante un viaggio d’istruzione con l’Università della Sapienza (è laureata in Storia dell’arte moderna, ndr) feci il mio primo monologo davanti ai compagni di corso, così per gioco, per passare il tempo. E furono loro a suggerirmi di provare a fare teatro".

Dopo l’Accademia d’arte non si è più fermata: Colorado, La tv delle ragazze, il film di Raiuno sulla vita di Sordi dove interpretava la sorella, il web con Educazione Cinica, la recente partecipazione a Lol, il film in uscita il 4 giugno Maschile Singolare. Ma quando era bambina cosa sognava di fare da grande?

"Un giorno sognavo di essere una delle “bonazze” del Bagaglino, il giorno successivo entravo nella fase Falcone-Borsellino. Non ho mai realmente pensato alla carriera artistica anche perché i miei genitori mi volevano medico o avvocato. Mi hanno sempre scoraggiato e anche oggi sono molto perplessi!".

Ora è al timone per il secondo anno di seguito di Ccn – Comedy Central News, il programma su Comedy Central (canale 128 di Sky e in streaming su Now) in onda tutti i venerdì alle 23. Quanto si diverte, Michela?

"Moltissimo, il programma sta andando bene. Diciamo che l’anno passato ho preso le misure entrando in punta di piedi e adesso l’ho fatto mio: conduco, intervisto, rido, cazzeggio, faccio tutto quello che so fare e anche quello che non so fare (ride, ndr). Seriamente, Ccn e Il Salotto di Ccn non sono solo due programmi, sono anche delle grandissime opportunità di scrittura e di creatività".

Cinema, tv, teatro: cosa preferisce?

"Il piacere di essere su un palco e proporre un live senza filtri è impagabile, con il pubblico si crea la magia. E, infatti, non vedo l’ora di tornare a esibirmi dal vivo, dopo ben due anni di assenza dal palco: dal 30 giugno, partendo da Milano porto in giro per l’Italia il monologo La verità, nient’altro che la verità lo giuro!".