C’è il grande e panciuto Pithos etrusco del VII secolo a.C. in arrivo dal Getty, con Polifemo contorto di dolore mentre Ulisse lo acceca. Il cratere a campana pestano su cui Python, ceramografo in gran voga nella Magna Grecia, ha impresso per sempre Dioniso con un satiro. E poi l’hydria attica a figure nere con Herakles che combatte il leone Nemeo, tra Atena, Hermes e Iolao. Oltre a una distesa di sculture in marmo, testine in terracotta, antefisse, crateri, vasi e anfore, brocche e monete in argento. In tutto, 201 pezzi pregiatissimi e unici che negli ultimi decenni erano finiti negli Stati Uniti e che sono stati restituiti all’Italia dal Procuratore distrettuale di Manhattan, Cyrus Vance. Sono tornati a casa, grazie ai Carabinieri tutela patrimonio culturale, che su quei reperti hanno indagato per anni con Fbi e Hsi.