Vivere in città rende i roditori più svegli
Vivere in città rende i roditori più svegli

'Il topo di città e il topo di campagna' è il titolo di una famosa favola di Esopo, che elogia la vita rurale, modesta ma tranquilla, a dispetto di quella di città, lussuosa ma costante fonte di ansia. In compenso, proprio per adattarsi alle sfide della convivenza ravvicinata con l'uomo, i roditori urbanizzati sono più svegli dei cugini di campagna. I ricercatori dell'Università di Potsdam e del Max Planck Institute for Evolutionary Biology hanno messo a confronto la capacità di risoluzione dei problemi di diversi esemplari appartenenti alla stessa specie, il topo selvatico a dorso striato (Apodemus agrarius): 17 prelevati in terreni agricoli e 14 "residenti" a Berlino.

I roditori sono stati sottoposti a delle prove per testare la loro intelligenza, con in palio del cibo come premio: ad esempio, aprire le finestre di una casetta di Lego per riuscire a entrare, togliere un mucchio di carta da un tubo, fare scivolare via la copertura di una scatola. I topi di campagna hanno superato gli ostacoli nel 52% dei casi, mentre quelli di città hanno fatto molto meglio, con un tasso di successo del 77%. Ciò va a confermare l'ipotesi che, per sopravvivere nei luoghi trasformati dall'uomo, i roditori sono costretti a sviluppare una capacità di problem solving superiore rispetto a quella che normalmente serve in natura.

I topi campagnoli però si sono dimostrati più determinati e tenaci rispetto ai topi urbani, che quando non venivano a capo della soluzione in tempi brevi rinunciavano prima. Secondo i ricercatori, i diversi comportamenti rispecchiano il modo in cui i roditori si procacciano da mangiare nel loro ambiente di origine. I topi di città hanno accesso a una maggiore varietà di fonti di cibo (basti pensare all'abbondanza di spazzatura in cui rovistare), e quindi per loro è inutile ostinarsi su una ed è più conveniente passare a un'altra. Viceversa, per i topi di campagna le opportunità di nutrirsi sono più rare e cercano di ottenere il massimo da quello che trovano.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Animal Behaviour.