Venerdì 12 Aprile 2024

Tartarughe, ma in Italia si mangiano? L’esperto: “Ecco quali sono le nostre leggi”

Dopo il caso dei 9 morti a Zanzibar (per le autorità sanitarie avevano consumato carne di tartaruga), abbiamo chiesto chiarimenti a Sandro Mazzariol, responsabile Cert

Roma, 12 marzo 2024 – A Zanzibar sono morti 8 bambini e una mamma, dicono le autorità sanitarie, per aver mangiato tartarughe marine. Sandro Mazzariol, responsabile italiano Cert, la squadra d’emergenza per lo spiaggiamento dei cetacei.  Ma in Italia si mangiano le tartarughe?

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“I pescatori le mangiavano, famoso è anche il brodo. Ma poi dall’83, con i decreti della Marina mercantile a seguito anche dell’aumento delle conoscenze sulla biodiversità, è arrivato il divieto di cacciare e uccidere tutta una serie di animali marini. La direttiva Habitat nel ’92 ha reso i divieti ancora più stringenti. Dal 2004 uccidere una tartaruga è anche un reato penale. La condanna si è aggravata con la modifica dell’articolo 9 della Costituzione, da quando ambiente, biodiversità e diritti degli animali sono stati inclusi nella Carta”.

Isola di Pemba (Zanzibar): secondo le autorità sanitarie 8 bambini e una mamma sono morti dopo aver mangiato carne di tartaruga marina
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Tartaruga verde, caretta, liuto e embricata. Queste sono le specie più a rischio per il chelonitossismo. Quale di queste si trovano in Italia?

“Da noi ne vivono tre, diffusissima la caretta caretta. Più rare la liuto e la verde. Della prima se ne spiaggia una ogni anno. L’altra si può trovare nella parte bassa dell’Adriatico, a sud. Qualche esemplare ha raggiunto anche il nord, negli ultimi anni. Proprio perché c’è uno spostamento delle tartarughe”.

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L’intossicazione sotto i riflettori è il chelonitossismo. 

"Naturalmente la gravità delle intossicazioni dipende dal grado di cottura, dalla quantità di carne consumata e dall’incidenza delle fioriture algali. Adesso sono sempre più frequenti perché legate all’aumento della temperatura”.

Altri animali marini protetti che vengono mangiati?

"In generale i cetacei sono consumati in alcuni paesi come Danimarca e Groenlandia. In Africa vengono consumati balene e delfini. Lì il problema non sono le tossicosi ma l’accumulo di mercurio che provocano sindromi neurologiche”.  

E in Italia?

“Da noi occasionalmente capita che i delfini vengano consumati, si mangia il musciame, che è la parte del muscolo, di solito si verificano episodi in bassa Toscana, alto Lazio e Sardegna. Naturalmente, resta tutto illegale”.

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