Anche il colore delle bevande sportive può fare la differenza quando ti alleni
Anche il colore delle bevande sportive può fare la differenza quando ti alleni

Roma, 14 maggio 2021 - Metti il rosa nel motore. Anche quando ha lo stesso identico sapore e la stessa identica composizione di uno sport drink trasparente, una bevanda colorata migliora le prestazioni sportive e ti fa anche sentire meglio. Lo ha determinato uno studio della University of Westminster, a loro dire il primo che indaga gli effetti del colore delle bevande sull'allenamento. Un effetto placebo, puramente psicologico, che però a quanto pare ti dà una bella spinta.

I partecipanti all'esperimento erano dieci persone sane e attive, che hanno condotto due sessioni di corsa sul tapis roulant della durata di trenta minuti, a una velocità costante scelta da loro in modo da garantire che lo sforzo profuso fosse il più possibile uniforme. Nel corso dell'esercizio, in un caso si sciacquavano la bocca con un drink trasparente, dolcificato artificialmente e senza calorie, nell'altro usavano invece una versione della bevanda con le medesime caratteristiche, ma con l'aggiunta di un colorante alimentare rosa. Questa tonalità è stata scelta perché "risulta associata alla percezione del dolce e a una maggiore aspettativa di assumere zuccheri e carboidrati".

Nella sessione "potenziata" dal drink rosa, i partecipanti hanno percorso in media 212 metri in più e la velocità aumentava del 4,4%. E non solo: hanno confermato di percepire davvero la bevanda come più dolce e hanno riportato una sensazione di piacere che rendeva più gradevole e leggero l'esercizio.

"La nostra ricerca combina l'arte della gastronomia e la nutrizione legata alle prestazioni sportive", dice uno degli autori, Sanjoy Deb, "L'influenza del colore sulle performance atletiche è stato già oggetto di studi in passato, dagli effetti che produce quando viene applicato all'abbigliamento e agli accessori degli sportivi, al suo impatto sul testosterone e sulla potenza muscolare. Allo stesso modo ha ricevuto grande interesse anche nell'ambito della gastronomia, in merito a come possa modificare la percezione del sapore quando si mangia e si beve".

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Frontiers in Nutrition.