6 apr 2022

Sovraccarico da streaming: troppi titoli e piattaforme da scegliere

Una recente ricerca evidenzia un crescente disagio di fronte all'enorme offerta di contenuti, ma i colossi dello streaming non sono a rischio

I servizi di streaming sono tanti, forse troppi?
I servizi di streaming sono tanti, forse troppi?

La concorrenza fra piattaforme di streaming porta con sé la presenza di un numero sempre maggiore di titoli da guardare, siano essi film o serie TV o show di altro tipo. Di primo acchito potrebbe sembrare una buona cosa, ma c'è anche il rovescio della medaglia: un sovraccarico di contenuti che spiazza gli utenti e rende loro difficile identificare cosa guardare. È quanto emerge da una ricerca condotta da Nielsen negli Stati Uniti e i cui risultati sono utili a capire come sta evolvendo il mercato e come impatterà anche qui in Italia (dove lo streaming e i contenuti on demand sono arrivati un po' di tempo dopo).

Il risultato più evidente dell'indagine è che le piattaforme non hanno di che preoccuparsi: se è vero che metà degli intervistati ha manifestato un disagio di fronte a un'offerta frammentata ed enorme, è però vero che il 93% ha dichiarato che intende mantenere gli abbonamenti già attivi e aggiungerne altri nel corso del prossimo anno. Una prospettiva allettante, per Netflix, Prime Video, Disney+, Apple TV+ e compagnia: negli USA il numero di persone abbonate a quattro o più piattaforme è più che raddoppiato nell'arco dei tre anni appena trascorsi: siamo passati dal 7% al 18%. C'è dunque una tendenza all'aumento delle sottoscrizioni e un grande numero di clienti che possono farla propria.

Non è escluso che la pandemia di Coronavirus abbia giocato un ruolo: anche se Nielsen non ha approfondito questo aspetto, è comunque significativo che dalla fine del 2019 le piattaforme di streaming abbiano incrementato del 26,5% i titoli presenti nei propri cataloghi. Parliamo di qualcosa come 171mila programmi, che hanno portato l'offerta complessiva a 817mila fra serie, film, speciali e show di altra natura. C'è inoltre un secondo fattore che possiamo legittimamente collegare alla pandemia: l'aumento del consumo di contenuti in streaming. Nel giro di un anno ha fatto segnare un +18%.

Brian Fuhrer, uno dei pezzi grossi di Nielsen, ha anche sottolineato che sta diventando sempre più comune il desiderio di avere dei bundle, cioè delle combinazioni di prodotti diversi messi in vendita a un prezzo vantaggioso. Il 64% degli intervistati si dice interessato a questo tipo di soluzione.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?