di Beatrice Bertuccioli Tesla ha un figlio schizofrenico e un fratello, sparito da anni. A sorpresa Nik irrompe al funerale del padre e nella vita della sorella, portando scompiglio in quella casa di famiglia dove, per rispettare le volontà testamentarie, sono costretti a convivere. Non senza difficoltà, tanto vitale e tutto dedito al kitesurf è lui, tanto ansiosa e stressata lei, con molte verità da scoprire per poter ritrovare l’intesa di un tempo. Claudia Pandolfi e Alessandro Preziosi sono Tesla e Nik nel...

di Beatrice Bertuccioli

Tesla ha un figlio schizofrenico e un fratello, sparito da anni. A sorpresa Nik irrompe al funerale del padre e nella vita della sorella, portando scompiglio in quella casa di famiglia dove, per rispettare le volontà testamentarie, sono costretti a convivere. Non senza difficoltà, tanto vitale e tutto dedito al kitesurf è lui, tanto ansiosa e stressata lei, con molte verità da scoprire per poter ritrovare l’intesa di un tempo. Claudia Pandolfi e Alessandro Preziosi sono Tesla e Nik nel film Mio fratello, mia sorella, anche con Caterina Murino e l’esordiente Francesco Cavallo, dall’8 ottobre su Netflix, regia di Roberto Capucci, che si è avvalso della consulenza dello psichiatra Giovanni Martinotti. Claudia, personaggio complesso Tesla?

"È una donna destrutturata, disarmata, che vive di auto sabotaggi, con un padre che si capisce come fosse già dal nome che ha dato ai figli, omaggio al fisico Nikola Tesla. È piena di dolore e di rabbia, anche nei confronti di quel fratello con cui ha un conto in sospeso da vent’anni. Mi sono vista grigia, brutta, magra, ma mi sembrava giusto così e alla fine risultava tutto rispettoso, corretto e bello".

Come si è preparata?

"Per interpretare nel modo più autentico possibile la madre di un adolescente schizofrenico, ho raccolto le testimonianze di donne che si trovano nella stessa condizione di Tesla, un’esperienza che per certi versi mi ha straziata, e per altri mi ha fatto capire quanto io sia fortunata a non trovarmi in una situazione del genere".

Come sono stati questi incontri?

"In fondo, nascevano da un mio bisogno più umano che professionale. Sentivo la necessità di conoscere una realtà diversa dalla mia, e mi ci sono avvicinata in punta di piedi, senza giudicare, senza immedesimarmi, mantenendo un atteggiamento neutrale. È stata un’esperienza umanamente molto forte, prepotente. E continuo a portarla dentro di me".

Non ha fratelli ma una sorella. Com’è il rapporto con lei?

"Per dieci anni sono stata figlia unica, poi ho praticamente costretto i miei genitori a fare un altro figlio. Volevo un’altra persona con cui confrontarmi. E il rapporto con mia sorella è stato da subito speciale. Io, più grande, me ne occupavo quasi da adulta ma sempre in modo giocoso. Abbiamo ancora un rapporto molto stretto e per me non c’è nulla al mondo di più speciale del legame con lei. C’è chi non riesce a cogliere la bellezza di queste relazioni e magari litiga per l’eredità. Invece io tengo molto a lei, e lei tiene molto a me. È straordinario, come, alla fine, si rivela essere anche il rapporto tra Tesla e Nik".