Sanremo 2024, Combat-Dargen: "Il mio Festival per i migranti"

Ritmi dance e testo dedicato agli “irregolari“. L’artista: "L’emigrazione è parte dell’esistenza umana"

Roma, 2 febbraio 2024 – Diceva Oscar Wilde che l’ottimismo comincia con una gran risata e il pessimismo finisce con la necessità di portare occhiali affumicati per tutta la vita. Dovendo scegliere da che parte stare, Dargen D’Amico decide di non decidere, continuando a strappare risate amare tra nonsense, ironia e forsennati up-tempo. Quell’ Onda alta che lo spiaggia a Sanremo per la seconda volta, ad esempio, ha lo stordimento di una notte sul dancefloor, ma ad ascoltare bene il testo ti accorgi che Jacopo Matteo Luca D’Amico, come si chiama quando ripone gli occhiali da sole nel cassetto, parla di anime in fuga, di chi "naviga verso Malta, senza aver nuotato mai nell’acqua alta" a cui le minacce del mare non lasciano altro da fare "che pregare finché passa". Un po’ come l’altra volta, nel 2022, quando in Dove si balla cantava gli "incubi mediterranei" di coloro che restavano "fermi al confine".

Dargen D’Amico al Festival di Sanremo 2024
Dargen D’Amico al Festival di Sanremo 2024

Quello del nuovo album Ciao America, uscito proprio oggi su tutte le piattaforme senza Onda alta (che si aggiungerà ai brani streammabili subito dopo la prima esecuzione all’Ariston) lo definisce "un titolo cumulativo", perché "mentre stavo lavorando al disco ho notato che c’era una tendenza a riferirmi ai legami famigliari" ai parenti partiti sui bastimenti in cerca di fortuna. "Nel 2023 gli arrivi dei cosiddetti “irregolari“ hanno superato le 150mila unità" spiega convinto che "l’emigrazione è parte imprescindibile dell’esistenza". Tema che l’artista milanese, 43 anni, intende approfondire nella Città dei Fiori, con l’Edicola Dargen, punto di ritrovo dove quotidianamente, alle 10, verrà distribuito un fumetto a puntate realizzato da Daniel Cuello e nel pomeriggio, alle 18.30, si terranno incontri con “addetti ai lavori” quali Cecilia Strada della onlus ResQ o Alessandro Porro, soccorritore di SOS Mediterranee.

Se a Sanremo ci vado io, vuol dire che possono andarci tutti" ammette Dargen con un mezzo sorriso. "In fondo pure questo mestiere sono finito a farlo quasi per caso. Mi ero messo in testa che avrei scritto per il cinema italiano, ma il cinema non era convinto come me". Nel tentativo di dare un altro punto di vista "per raccontare con più profondità lo stesso tema", Jacopo-Dargen nella sera del Festival riservata alle collaborazioni omaggerà assieme alla BabelNova Orchestra la musica dell’Ennio Morricone di The crisis e testi di due suoi brani quali Modigliani (scartato a suo tempo dalla giuria del Festival) e la stessa Dove si balla.

“Ho scoperto artisticamente i musicisti della BabelNova Orchestra una decina di anni fa, quando suonavano nell’ Orchestra di Piazza Vittorio" spiega D’Amico. "Mi piaceva molto questo suono che nasce dal dialogo tra culture e ho continuato a seguire con curiosità l’evoluzione delle loro storie. Provo una forte passione per le fotografie e loro sono una fotografia del mondo e di come la musica sia un continuo viaggio di ritorno alla tradizione di ogni cultura".

Per Dargen Ciao America è "un disco inquieto e stratificato", in bilico tra elettronica e canzone d’autore, urban e classica: lo presenterà dal vivo in autunno con quattro concerti nei teatri tra cui quelli del 1° ottobre agli Arcimboldi di Milano e del 9 al Dehon di Bologna, in cui ha voluto amici come Guè, Rkomi, Beatrice Quinta e Vincenzo Fasano. " Ciao America mi sembra pure un titolo riassuntivo del momento che stiamo vivendo, col passaggio dello scettro (economico) dall’Occidente all’Oriente... La foto di un tramonto in cui trova posto pure il nostro Paese, ormai in balia dell’immobilismo da almeno 30-40 anni".

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