Festival di Sanremo, perché lo trasmette la Rai?

La scenografia di Sanremo 2024

La scenografia di Sanremo 2024

Il Festival di Sanremo lascia la Rai? La voce si era diffusa in corrispondenza con il Festival di Sanremo 2023, anche perché la manifestazione non è di emanazione e proprietà Rai. In realtà però il Festival di Sanremo non intende muoversi dalla Rai e la Rai non ha alcuna intenzione di perdere il Festival di Sanremo.

Troppo grande e complessa la macchina organizzativa che serve per far riuscire al meglio un evento così titanico, troppe anche le risorse economiche necessarie per organizzare tutto al meglio.

Non solo. Festival di Sanremo e Rai vanno a braccetto ormai da talmente tanti anni che nell’immaginario comune sono praticamente inscindibili.

Perché il Festival di Sanremo va in onda su Raiuno? Di fatto perché Raiuno è ormai da tempo la rete ammiraglia della tv di Stato e anche perché la manifestazione musicale più longeva e seguita d’Italia è di fatto cresciuta insieme alla televisione italiana.

Dal 1951 al 1954 il Festival di Sanremo – che all’epoca si chiamava Festival della canzone italiana di Sanremo - è stato trasmesso soltanto in radio. La svolta televisiva è arrivata quindi qualche anno dopo la prima edizione. La televisione in Italia è nata nel 1954 e praticamente subito la Rai ha deciso di mandare in onda la manifestazione: era il 1955. Una particolarità: la prima edizione televisiva del Festival di Sanremo non è stata trasmessa dall'inizio, ma dopo le 22.45. Ovvero dopo la fine del varietà 'Un, due, tre' condotto a Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello.

Il successo di pubblico è stato subito notevole, tanto che poco dopo la manifestazione è stata trasmessa anche in Eurovisione. E da lì il rapporto fra Festival e Rai è diventato praticamente inscindibile. Un rapporto che dura ormai da quasi settant’anni e che non accenna ad incrinarsi. Anzi. 

A ideare il Festival sono stati Angelo Nicola Amato, direttore delle manifestazioni e delle pubbliche relazioni del Casinò di Sanremo, e il conduttore radiofonico Angelo Nizza. Pier Bussetti e Giulio Razzi sono invece gli autori del primo regolamento del concorso

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