Alfa a Sanremo: "Sarà ‘bellissimissimo’"

Il debutto in gara: "Io, tra i cantautori genovesi e il mio idolo Ed Sheeran"

Alfa a Sanremo: "Sarà ‘bellissimissimo’"

Alfa a Sanremo: "Sarà ‘bellissimissimo’"

Uh, uh. Alfa continua la corsa sulle montagne russe iniziata in estate col triplo platino del tormentone dal sapore jovanottesco ‘Bellissimissima’, destinazione Sanremo 2024. Per il ventitreenne genovese, all’anagrafe Andrea De Filippi, una sfida che lo ripaga dello smacco di essere stato messo alle corde nel 2022 dall’influenza a un passo dalle selezioni di Sanremo Giovani.

Andrea, all’Ariston presenta Vai!. Se Bellissimissima evocava da vicino Bella, Vai! con quell’ "uh uh" ricorda Black horse and the cherry tree di KT Tunstall.

"Appartengo alla generazione Mtv, quindi sono cresciuto con i video della Tunstall, della Lily Allen di Not fair e, quando ero un po’ più grandicello, degli One Republic. Nell’album che sto per pubblicare c’è una correlazione tra un certo mondo folk Usa e le radici cantautorali della città da dove vengo. Pure un’icona sacra come De André ha fatto pezzi folk. Vai! è un brano che nasce da quella scommessa musicale lì. Ecco perché, per accasare quel tipo di sonorità lì qua in Italia, siamo andati in America".

Dove?

"A Los Angeles. Venti giorni di trasferta a conoscere produttori e songwriter a cui debbo molte canzoni della mia infanzia. Gente come i coautori del pezzo Mark Jackson e Ian Brendon Scott, ad esempio. Hanno lavorato con i Paramore, con Harry Style, con Ed Sheeran, il mio idolo, e Mac Miller. Al di là della soggezione di entrare nei loro studi è stato molto formativo vedere il modo in cui lavorano".

L’idea di tentare Sanremo direttamente da big com’è arrivata?

"Dopo la doccia fredda del 2022 non volevo stressarmi su Sanremo per paura di un’altra delusione, così ho lasciato fare alla casa discografica. D’altronde sono fatto così. A 17 anni, infatti, incisi ‘Cin-Cin’ pezzo che divenne virale sui social regalandomi il primo disco di platino e lanciandomi nel mondo della musica alla velocità della luce. Trauma che m’ha fatto crescere con un sano timore verso i successi fulminei. Non voglio essere di moda. E se potessi decidere fino in fondo come costruire la mia carriera, ne vorrei una “maratona“ tipo quella dei Pinguini Tattici Nucleari, popolarità raggiunta senza isterie seguendo un percorso più o meno lungo".

E allora perché s’è trasferito a Milano?

"Per frequentare Economia per Arti e Beni Culturali alla Bocconi. Ma dopo otto mesi e un paio di esami ho mollato".

Dopo il Festival cosa l’aspetta?

"Il Forum di Assago il 24 febbraio, preceduto dal mio 3° album Non so chi ha creato il mondo ma so che era innamorato, in uscita il 16 febbraio. Poi i palazzetti dello sport ad aprile".

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