Chi è Gaetano Castelli, la mente dietro alle scenografie di Sanremo. I palchi più iconici

Stasera il premio alla carriera al padre dei ‘set’ di ben 22 edizioni del Festival, che hanno fatto da sfondo alla storia della musica italiana

Gaetano Castelli e il palco di Sanremo 2003 (Ansa)
Gaetano Castelli e il palco di Sanremo 2003 (Ansa)

Sanremo, 7 febbraio 2024 – Dopo il successo della prima serata, gli spettatori sono pronti per il secondo appuntamento con il Festival di Sanremo 2024: molti gli ospiti e le esibizioni previste, con 15 artisti che torneranno sul palco per cantare il loro brano una seconda volta. Tra i momenti di intermezzo previsti tra un concorrente e l’altro ci sarà anche la consegna del premio alla carriera a Gaetano Castelli, che celebra quest’anno i sessant’anni di attività. Nato a Roma nel 1938, è uno scenografo il cui lavoro si è legato indissolubilmente al Festival: ha infatti disegnato il palco dell’Ariston per ben 22 edizioni, comprese tra il 1987 e il 2024. Negli ultimi anni è stato aiutato nella realizzazione della scenografia dalla figlia Maria Chiara. Diamo un’occhiata ad alcuni dei lavori più iconici di Castelli.

2003: l’Ariston si tinge di bianco

Siamo abituati a Festival dalle tinte scure, che mettono in evidenza ledwall, luci e palco nella piccola cornice del Teatro Ariston. Eppure, nel 2003, Castelli ha cercato di ottenere lo stesso effetto facendo il contrario, disegnando quindi un palco bianco. A sovrastarlo un ‘cielo stellato’ scuro in cui svettavano come stelle le lettere della parola ‘Sanremo’.

Gaetano Castelli e il palco di Sanremo 2003 (Ansa)
Gaetano Castelli e il palco di Sanremo 2003 (Ansa)

2009: un palco illusionista

Se sei anni prima aveva giocato coi colori, nel 2009 Castelli ha giocato con le forme: un teatro piccolo e storico come l’Ariston, a cui spesso il palco si deve ‘adattare’ nella composizione, viene trasformato da un gioco di strutture che rendono la scenografia rotonda. L’effetto televisivo è spettacolare. 

Il palco di Sanremo 2009 (Ansa)
Il palco di Sanremo 2009 (Ansa)

2011: la scenografia come rappresentazione del presentatore

L’edizione 2011 ha visto il ritorno di Gaetano Castelli, che nella progettazione del palco ha voluto omaggiare – in maniera piuttosto curiosa – il direttore artistico e conduttore dell’edizione, Gianni Morandi. La spirale che domina la scenografia non rappresenta solamente lo “snodarsi della strada della musica”, ma anche la passione per la corsa del cantante bolognese. 

Sanremo 2011: una scenografia che rappresenta... Gianni Morandi (Ansa)
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2012: sentirsi piccoli davanti al palco di Sanremo

La scenografia del 2012 è certamente uno dei capolavori assoluti di Castelli: l’”arca della musica” è una struttura mastodontica, lunga 20 metri e alta 9, dal peso di ben 20 tonnellate, in grado di muoversi cambiando forma. Rappresenta un’astronave, e per via del peso ha reso necessari dei lavori di rinforzamento dell’Ariston.

L''astronave' del 2012 (Ansa)
L''astronave' del 2012 (Ansa)

2021: un’altra astronave, diretta verso il futuro

Il tema ‘spaziale’ del 2012 torna all’Ariston nove anni dopo: il palco è visto come un’astronave che porta al futuro, anche come messaggio per la ripresa post-Covid. È stata l’unica edizione del Festival a porte chiuse per via dell’emergenza pandemica: un vero peccato che gli spettatori non abbiano potuto vedere questa scenografia dal vivo.

Sanremo: la scenografia "astronave verso un futuro migliore"
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