Che caldo! (Foto: Daniel79/Pixabay)
Che caldo! (Foto: Daniel79/Pixabay)
Un team di ricercatori australiani ha scoperto che il riscaldamento globale fa "sudare" le piante in modo anomalo. Lo studio pubblicato sulla rivista Global Change Biology sembra dimostrare che, durante un'ondata di calore, alcune specie vegetali rilasciano acqua dalle foglie (traspirazione) per abbassare la temperatura interna, a discapito però della fotosintesi.

In precedenza era noto che fotosintesi e traspirazione erano strettamente correlate, ossia l'una non poteva avvenire in assenza dell'altra. Questa è insomma la prima volta che salta all'occhio come il global warming porti le piante a perdere liquidi, interrompendo al tempo stesso la fissazione di anidride carbonica (ossia l'assorbimento della CO2 atmosferica).

UN ESPERIMENTO SUL LUNGO PERIODO
L'equipe guidata dal professor Mark Tjoelker ha condotto il proprio esperimento in una riserva non lontano da Sidney, dove nel 2015 dodici alberi di Eucalyptus parramattensis (una specie endemica considerata a rischio) sono stati piantati all'interno di altrettante capsule climatizzate. Per dodici mesi metà delle piante sono state fatte crescere a temperatura ambiente, mentre l'altra metà ha dovuto sopportare 3 °C in più sul termometro, che corrisponde all'incremento medio previsto in Australia entro la fine del secolo.

PROVE GENERALI DI RISCALDAMENTO GLOBALE
Dopo il primo anno, il ricercatori hanno iniziato a infliggere alle piante ripetute ondate di calore per quattro giorni consecutivi, portando artificialmente la temperatura pomeridiana sui 43 °C, in tutte e dodici le capsule. Per simulare al meglio gli effetti del global warming, gli eucalipti sono stati anche privati dell'apporto di acqua per intervalli di tempo lunghi fino a un mese.

PERCHÉ LE PIANTE SUDANO?
Gli scienziati hanno spiegato che tutte le piante, incluse quelle cresciute con 3 °C in più, hanno risposto in modo analogo al caldo eccessivo. Nei pomeriggi in cui le temperature raggiungevano i picchi più elevati, ogni albero ha bloccato il processo di fotosintesi e smesso di "mangiare" CO2, senza tuttavia mai interrompere la perdita di acqua. Secondo Tjoelke, gli effetti di questo sistema di raffreddamento sono del tutto "simili alla sudorazione negli esseri umani".

UN PIANETA IN EBOLLIZIONE
A questo punto sarà necessario approfondire gli studi per capire se la risposta alle alte temperature è la stessa anche in altre specie, e in che modo la disidratazione prolungata influisce sulla salute delle piante. Sul piatto della bilancia ci sono la salvaguardia del verde di fronte al pericolo del global warming, ma anche la comprensione più profonda di come il riscaldamento globale inneschi un circolo vizioso che di fatto si autoalimenta (più CO2 atmosferica = più caldo = meno CO2 assorbita dalle piante = più CO2 atmosferica, e così via all'infinito).