Riparte Masterchef: "In cucina una rivoluzione"

Da giovedì nuova stagione con i giudici Barbieri, Cannavacciuolo e Locatelli "Tutto sta cambiando: dagli chef, ai piccoli produttori, alla gente comune".

Riparte Masterchef: "In cucina una rivoluzione"

Riparte Masterchef: "In cucina una rivoluzione"

Dovete accarezzare il cibo. Detto con una pacca sulla spalla. Masterchef 13 – da giovedì su Sky – si presenta in Aula Magna della Cattolica a Milano, con Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo, Giorgio Locatelli giudici e per il Live Cooking e Stress Test delle prime puntate anche l’Uomo Ombra, il quarto giudice dietro le quinte. Si comincia con le riflesssioni sul format. Bruno parla di "rivoluzione di un pensiero gastronomico che non riguarda più solo gli chef ma anche il grande pubblico, i piccoli produttori, la materia prima. E abbiamo di continuo alzato l’asticella".

Antonino ricorda che "Masterchef ha accompagnato una crescita delle persone e dà una risposta a chi viene in Italia per mangiare, la nostra materia prima, la cultura e la tradizione del cibo. Per noi tutto plastic free, contro gli sprechi e per il recupero spesa".

Giorgio sottolinea che "la cucina in tv ha definito un nuovo mestiere, io a Londra ho in cucina il figlio di un chirurgo, parliamo a milioni di persone e influenziamo quel che fa la gente a casa. Il giudizio rimane molto personale, veniamo da esperienze diverse. Cerchiamo la personalità, non ricette copiate, la presentazione, siamo influenzati dalle storie. Le eliminazioni mi fanno malissimo".

Si scivola, in chiave didattica, su effetto Masterchef e social, con qualche distinguo. "Cerco di comunicare un mio pensiero – è l’idea di Barbieri – Noi ricordiamo le storie vere, l’incontro con grandi chef, la conoscenza della materia prima del mondo".

Cannavacciuolo: "Prima dovevi fare le valigie e partire per Francia, Giappone… Grazie ai social, tutto è più a portata di mano, più veloce, tutto diventa subito vecchio, anche un piatto, devi creare ogni giorno".

Locatelli: "Prima potevi diventare famoso con un piatto, quando lavoravo alla Tour d’Argent di Parigi il Canard à la presse era il piatto iconico da centiniaia di anni. L’impatto sociale è stato fortissimo, si parla di storia, cultura, società, microclima, è cambiatala la formazione dell’alberghiero. Il mangiare è più democratico ed egualitario, io a Londra cerco di tenere i prezzi più bassi".

Francesca Di Martini di Sky e Leonardo Pasquinelli di Edemeol Shine parlano di format e del successo delle settanta edizioni nel mondo, con il focus sul "valore della modernità, che c’era fin dalla prema edizione e rimane. Modernissimo. Sono importanti le storie delle persone, che diventano l’emozione, ricette di casa, ristorazione, famiglia, sono dentro ogni storia".

Sono cambiate anche le brigate di cucina, meno militaresche, c’è più leggerezza e anche le donne hanno contribuito a questo cambio di clima, al netto di stress e passaggi complicati fra cucina, molto più confortevole, e sala.

A chi chiede una transizione rapida alla cucina vegetariana, la risposta è che "è già nei piatti e nelle idee di alcuni concorrenti". Locatelli aggiunge che "il no alla carne in vitro è stato un errore, perché l’Italia avrebbe potuto essere un’eccellenza e invece finirà che la dovrà importare".

Ospiti Joe Bastianich e Iginio Massari, gli chef Alex Atala, Chiara Pavan, Riccardo Gaspari, Assaf Granit, Mory Sacko, Andreas Caminada.

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