Regali brutti, cosa fare?
Regali brutti, cosa fare?

Ogni Natale porta con sé la tradizione degli auguri, degli incontri con i parenti... e dei regali da riciclare. Prendiamo il discorso un po' alla larga: è cosa nota che i membri della royal family britannica si scambiano doni volutamente brutti, uno dei più memorabili fu la cuffia da bagno che il giovane Harry regalò alla regina (sopra c'era scritto "Ain't life a bitch", traducibile con "La vita non è una merda"). Va da sé che in questo caso il riciclo è escluso, perché l'apprezzamento di una persona è proporzionale alla bruttezza di ciò che riceve. Ma può effettivamente capitare di essere tentati dalla nobile arte del dare una seconda vita ai regali, vuoi perché quel capo di vestiario ci sta malissimo, oppure quel libro lo possediamo già, o ancora abbiamo ricevuto una bella confezione di salumi, ma da un mese abbiamo abbracciato il vegetarianesimo. In questi casi, vale la pena di seguire 4 consigli.

1 - SERENITÀ
Un brutto dono non equivale necessariamente a un insulto, più spesso arriva per disattenzione, fraintendimento o sfortuna. Non ha dunque senso dissotterrare l'ascia di guerra, anzi, è sempre possibile fare notare l'errore con il sorriso, in modo che la prossima volta le cose vadano meglio. Detto questo, non è nemmeno il caso di considerare il riciclo un insulto al contrario, rivolto cioè a chi ci ha fatto il dono sbagliato: in realtà può rivelarsi una pratica utile, intelligente e conveniente.

2 - L'OPZIONE BENEFICENZA
Se parliamo di vestiti e cibo, ad esempio, è facile identificare un ente che si preoccupa di raccogliere cose da donare ai bisognosi. Una logica simile è applicabile anche ai libri: ci sono biblioteche con appositi contenitori destinati alle pubblicazioni da portarsi a casa gratis, perché qualcuno le ha regalate, ma si potrebbe anche organizzare un piccolo banchetto condominiale, fuori dalla porta di casa, con un bel cartello che invita a prendere ciò che incuriosisce. Anche il BookCrossing è una soluzione possibile. Con il soprammobile color schifezza le cose si fanno più difficili, lo stesso dicasi per le cornici in plasticaccia e dalla forma improbabile. Non tutto è perduto, però.

3 - L'OPZIONE VENDITA
Ciò che non piace a noi potrebbe piacere ad altri, magari addirittura disposti a pagare. Una visita al Libraccio, un account su eBay (anche provvisorio) oppure una vendita sui social può condurre a vere e proprie sorprese. Attenzione però a non farsi beccare da chi il regalo in questione ce l'ha fatto: potrebbe nascerne una crisi diplomatica difficile da risolvere. Se poi accettiamo di guadagnare anche pochi centesimi, o siamo disposti a farci pagare le spese di spedizione e basta, allora possiamo prendere in considerazione i professionisti del brutto. Per esempio contattando i gestori di pagine Instagram come uglyddesign, che raccoglie solo il peggio del peggio: la cintura di preservativi è un piccolo capolavoro, per dire.
 









 


4 - L'OPZIONE RICICLO
Ancora della serie "se non piace a me potrebbe piacere a te", perché non riciclare un dono ricevuto trasformandolo in un regalo da fare ad altri? L'idea ha una sua ragione d'essere, però bisogna avere alcune accortezze: intanto utilizzare una nuova carta regalo (va bene il riciclo, ma un minimo di eleganza è d'obbligo), poi mantenere packaging integro e originale, cosa essenziale per i device elettronici (le linguette di sicurezza, ad esempio, non bisogna toglierle). Infine, fare molta attenzione a evitare il classico "riciclo al mittente", ma anche a un parente o un amico o amica stretta: chi ha avviato la necessità del riutilizzo non deve sapere di essere colpevole.
In ultimo, possiamo pensare al riciclo anche nel senso di raccolta differenziata: nei casi più disperati si getta e pazienza, limitandoci a fare la nostra parte per la salvaguardia dell'ambiente, utilizzando i giusti cassonetti.