14 apr 2022

Quando la radio bucava la Cortina di ferro

Fra propaganda di regime, informazione e lotta politica: la lunga stagione dei programmi in italiano dai Paesi del socialismo reale

lorenzo guadagnucci
Magazine
Praga 1968: gruppo d’ascolto attorno a una radiolina durante l’effimera “primavera“
Praga 1968: gruppo d’ascolto attorno a una radiolina durante l’effimera “primavera“
Praga 1968: gruppo d’ascolto attorno a una radiolina durante l’effimera “primavera“

di Lorenzo Guadagnucci Che cosa lega Il dottor Živago,il futuro direttore del Tg3 Sandro Curzi, una canzone di Franco Battiato, l’ultimo discorso alla nazione di Aleksander Dubček e lo scrittore specializzato in extraterrestri Peter Kolosimo? Hanno in comune quella misconosciuta ma a suo modo influente rete di trasmissioni radiofoniche in italiano diffuse da emittenti d’Oltrecortina. Decenni di tempestosa attività, fra propaganda (molta), ma anche informazione e intrattenimento in un’epoca in cui la guerra fredda si combatteva anche via etere. Da Radio Mosca a Radio Varsavia, passando per Tirana, Budapest, Berlino e le altre capitali, dall’Europa orientale giungeva la voce del socialismo reale ma anche quella dell’italianissimo Pci, che aveva trovato il modo – insediando redazioni e giornalisti all’estero – di ribattere alla ferrea presa dei partiti di governo sulla Rai (detta nell’ambiente “Radio Roma“) e di aggirare il monopolio statale sulla radiofonia, durato fino al 1976. La storia più nota è quella di Oggi in Italia, definita da Lorenzo Berardi nel suo documentatissimo libro Radiocronache. Storie delle emittenti radiofoniche d’Oltrecortina (Prospero editore), "la radio clandestina del Pci". Nata nel 1951, fu guidata inizialmente da un gruppo di cinque ex partigiani esuli in Cecoslovacchia, fra i quali spiccava la figura di Francesco Moranino, già deputato e sottosegretario, riparato a Praga per sfuggire a un ordine d’arresto relativo a una strage avvenuta durante la Resistenza. Oggi in Italia era chiamata sul posto “Italie B“, per distinguerla da “Italie A“, cioè i programmi in italiano di Radio Praga, emanazione del Partito comunista cecoslovacco. Le differenze erano sostanziali: mentre la seconda si rivolgeva principalmente agli immigrati italiani (non pochi) e non lesinava con la propaganda tesa ad attaccare l’Occidente e a descrivere il socialismo reale come un idillio, l’altra – controllata dal Pci – ebbe un tono molto più informativo, sia sul blocco socialista, sia sulla ...

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