Quando cambia l'ora a ottobre 2023: data e cosa c’è da sapere. Un po’ di storia

Pronti a salutare l'ora legale e dare il benvenuto all’ora solare? Dormiremo un’ora di più e guadagneremo luce al mattino

Cambio ora ottobre 2023

Cambio ora ottobre 2023

Roma, 29 settembre 2023 – Inizia l’autunno, le giornate si accorciano e in tanti si chiedono: quando cambia l’ora? È presto detto: nella notte tra sabato 28 e domenica 29 ottobre 2023, faremo il passaggio dall'orario estivo (ora legale) a quello invernale (ora solare): alle 3:00 di notte dovremo spostare le lancette dell'orologio di un'ora indietro. Il nuovo orario ci consentirà di guadagnare un'ora di luce al mattino, anche se di contro le giornate si accorceranno di un'ora alla sera e il buio arriverà prima. Le ore di luce, infatti, continueranno a diminuire gradualmente fino al prossimo solstizio d'inverno, il 22 dicembre.

Fino a quando rimarrà in vigore l'ora solare?

Il primo settembre è iniziato l'"autunno meteorologico", mentre sabato 23 settembre ha segnato l'inizio dell'equinozio autunnale e la fine dell'estate nell'emisfero settentrionale (boreale) in cui ci troviamo. Nell'emisfero meridionale (australe), al contrario, è iniziata la primavera. Sono due i cambi dell’ora annuali: dal passaggio all'ora solare invernale per tornare a quella legale usata nei mesi estivi, dovremo aspettare fino alla fine del prossimo marzo: il cambio d'ora avverrà tra il 30 e il 31 marzo 2024, quando nella notte tra sabato e domenica le lancette dovranno essere spostate un'ora in avanti ed entrerà nuovamente in vigore l'ora legale.

Un po’ di storia

Il cambio dall'ora solare all'ora legale (Daylight Saving Time - Dst) è stato introdotto in Europa nel 1966, quando la Germania, impegnata nella Grande guerra, cercava di ridurre il consumo di carbone per destinarlo alle sue fabbriche di armi. La maggior parte dei Paesi vicini e lontani, come Regno Unito, Stati Uniti e Australia, seguì l'esempio. La pratica fu poi abbandonata in Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma fu ripresa negli anni '70 a causa dello choc petrolifero, in un rinnovato tentativo di ridurre la necessità di luce artificiale e quindi il consumo di energia.

Minori consumi vs ricadute sulla salute

Sono molti i vantaggi riscontrati dall'introduzione dell'ora legale. Dal 2004 al 2022, secondo l'analisi di Terna (la società di distribuzione dell'energia elettrica), grazie all'ora legale, in Italia il minor consumo di energia elettrica è stato complessivamente di circa 10,9 miliardi di kWh e ha comportato un risparmio di circa 2 miliardi di euro. Anche se dal punto di vista della nostra salute potrebbe, invece, non essere questa la scelta migliore. Gli effetti a lungo termine sulla salute passano dalla depressione, al rallentamento del metabolismo, all’aumento di peso e cefalea. Questo perché il nostro "orologio sociale", vale a dire il modo in cui viene scandita la giornata, risulta non allineato con il nostro "orologio biologico", che dovrebbe essere regolato con i tempi della luce naturale.

L'ora legale in Europa

Da 57 anni tutti i paesi dell'Unione europea, più la Svizzera e i paesi dell'est Europa, adottano lo stesso calendario per l'ora legale, nonostante le polemiche di alcuni stati membri. Da tempo in Europa, e anche in Italia, si discute, infatti, dell'abolizione del cambio dell'ora: sono in molti coloro che sostengono i benefici dell'adozione dell'ora legale durante tutto l'anno. I paesi del Nord sono quelli meno beneficiati da questo cambio orario rispetto a quelli del Sud, come l'Italia. Al momento, però, i due cambi orari annuali sono stati conservati.

Abolirla o mantenerla?

L'Unione Europea ha abolito nel 2018 l'obbligo per i vari Paesi membri di passare da un'ora all'altra, a seguito di una consultazione pubblica in cui la netta maggioranza dei 4,6 milioni di partecipanti ha chiesto la fine della pratica. La proposta è stata poi approvata dal Parlamento europeo nella prima metà del 2019. Da allora, nulla è cambiato, tranne l'ora che continua a variare due volte l'anno: in primavera e in autunno. Ogni Stato è libero di scegliere se rimanere con l'ora solare o adottare l'ora legale come fuso orario. Anche l'Italia, al momento, non ha ancora deciso quale strada prendere.

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