Venerdì 17 Maggio 2024

Pompei, l'armadio rimasto chiuso per 2mila anni e i bauli: ecco il momento dell'eruzione

Nuova scoperta eccezionale. Persino un fascio di documenti fatti riapparire grazie ai calchi. Quando si potrà visitare. Franceschini: non smette di stupire

Napoli, 6 agosto 2022 - Pompei, una nuova scoperta eccezionale svelata in anteprima dall'Ansa. L'ultima sorpresa del sito patrimonio Unesco è una casa del ceto medio, 5 piccole stanze più bagno e cucina affacciate però su uno splendido giardino dipinto. Mobili modesti insieme a oggetti più preziosi. "Una realtà diffusa e poco raccontata", sottolinea il direttore Gabriel Zuchtriegel. Il ministro Dario Franceschini applaude: "Il parco non finisce di stupire". Per il dg musei Massimo Osanna "la prova che è importante continuare scavare".

Leggi anche: Marmi del Partenone, possibile svolta: "Vicino accordo tra Gran Bretagna e Grecia"

Sesso senza tabù: l’arte erotica di Pompei

L'ultima sorpresa sul retro del 'giardino incantato'

Si scava nel retro del “giardino incantato”, lo stupefacente spazio dipinto con il grande larario che fu riportato alla luce nel 2018, e a sorpresa là dove ci si aspettava una casa importante e fastosa, vengono fuori ambienti modesti ma pieni di dignità, dove non mancano oggetti raffinati e persino un fascio di documenti che il calco in gesso ha fatto incredibilmente riapparire.

L'armadio chiuso da duemila anni fa

In una stanza un armadio-credenza rimasto chiuso per duemila anni con tutto il suo corredo di stoviglie all’interno, piattini di vetro, ciotole di ceramica, vasi.In un’altra un tavolino ancora apparecchiato con le sue suppellettili, un letto, una cassapanca. Non mancano i servizi però, una cucina e una latrina, quasi come quelle che si trovano nelle abitazioni più importanti. “Si riuscì a far adornare il cortile con il larario e con la vasca per la cisterna con pitture eccezionali, ma evidentemente i mezzi non bastavano per decorare le cinque stanze della casa”, commenta il direttore.

Il Grande Progetto

Siamo nella Regio V, in quel cuneo di terreno nel quale sono stati fatti negli anni passati gli scavi del Grande Progetto, resi necessari dalla messa in sicurezza del sito patrimonio dell’Umanità. A un passo da qui, sulla stessa strada, c’è il palazzo di Marco Lucrezio Frontone, con le sue pareti affrescate in uno straordinario terzo stile, l’atrio con i marmi e l’impluvium, il grande giardino col magnifico peristilio.

"Importante scavare ancora"

“Il ritrovamento di queste stanze dietro quell’incredibile larario è stato una sorpresa, ma è proprio questa la ragione per cui è importante scavare ancora”, ragiona il direttore generale musei Massimo Osanna, che nel 2018 era alla guida del parco e responsabile del progetto di scavi. “Le indagini che si stanno facendo sono preziose perché ci aiutano a fare luce sulla storia”.

A questo link del Parco archologico il racconto della scoperta

La tecnica dei calchi

Ed è stato proprio per accendere un nuovo faro sulle vicende della città e su quelle ultime devastanti ore del 79 d.C., racconta Zuchtriegel, che si è deciso di ricorrere alla tecnica dei calchi, come fu qualche mese fa per la stanza degli schiavi della villa di Civita Giuliana. Anche qui il gesso ha fatto riapparire gli arredi, il baule per le cose preziose svuotato in tutta fretta, seppure non del tutto, visto che sul suo fondo si intravedono ancora una lucerna, un piattino, un lembo di tessuto. E poi ancora, il cuscino rimasto sul letto, le travi collassate sui mobili, persino in un ambiente del piano superiore, un pacco di 7 tavolette, forse contratti, tenuto insieme dallo spago e sigillato con la ceralacca, come si faceva all’epoca con i documenti. “Per Pompei questo calco è un unicum”, fa notare il direttore.

Pompei, l'ultima sorpresa: una tartaruga di 2mila anni fa (col suo uovo)

Presto si potrà visitare

L’idea, intanto, anticipa Zuchtriegel, è di lavorare a un progetto per la messa in sicurezza degli ambienti in modo da poterli aprire alle visite, con un percorso che dallo splendore della casa di Lucrezio Frontone porti alle pareti nude di questa abitazione, che forse un tempo - prima del terremoto del 62 a.C. - era stata la residenza di un notabile, poi smembrata e occupata da una famiglia meno abbiente. “Un lavoro di squadra straordinario, una bellissima storia di riscatto, Pompei non smette di stupire”, commenta il ministro Franceschini. Ancora di più, forse, con questo squarcio su una quotidianità più modesta eppure a tratti incredibilmente attuale.

Pompei, l'ultima meraviglia: l'armadio rimasto chiuso per 2mila anni
Pompei, l'ultima meraviglia: l'armadio rimasto chiuso per 2mila anni

 

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro