di Andrea Spinelli "Mi sono reso conto che alla nostra età non viviamo più la nostra vita, ma, per traslato, quella dei nostri figli" spiega Max Pezzali, 53 anni, parlando del suo Hilo, 12, e del nuovo album “Qualcosa di nuovo“, da oggi sul mercato a 5 anni di distanza da “AstronaveMax“ con ospiti Tormento, GionnyScandal e J-Ax. "Quando un figlio cresce ti fai domande. Ecco perché il nucleo dell’album – al traguardo dei 30 anni di carriera – sta nel confronto tra il mondo analogico e un po’ lento in cui sono vissuto io e quello digitale delle nuove generazioni". Dove sta la distanza? "È come se fossero di un altro pianeta,...

di Andrea Spinelli

"Mi sono reso conto che alla nostra età non viviamo più la nostra vita, ma, per traslato, quella dei nostri figli" spiega Max Pezzali, 53 anni, parlando del suo Hilo, 12, e del nuovo album “Qualcosa di nuovo“, da oggi sul mercato a 5 anni di distanza da “AstronaveMax“ con ospiti Tormento, GionnyScandal e J-Ax. "Quando un figlio cresce ti fai domande. Ecco perché il nucleo dell’album – al traguardo dei 30 anni di carriera – sta nel confronto tra il mondo analogico e un po’ lento in cui sono vissuto io e quello digitale delle nuove generazioni".

Dove sta la distanza?

"È come se fossero di un altro pianeta, come se appartenessero ad una specie diversa abituata a processare le informazioni ad una velocità tale da non avere le nostre stesse reazioni. La prima sensazione è: cavolo, sono spacciato. Poi però capisci che, al netto di Tik Tok e di Instagram, un punto d’incontro c’è". Quale?

"Sui sentimenti possiamo trovarci, sul resto è partita persa. In fondo, a ben guardare, la paura di crescere, gli stupori dell’innamoramento, sono gli stessi".

Vale a dire?

"Se uno della mia età tenta di andare dietro al senso di velocità che ha questa generazione diventa all’istante un ‘boomer’, un babbione. Cosa da evitare come la peste se vuoi mantenere contatto e credibilità. Anche se a me sta andando bene perché il verso di “Hanno ucciso l’Uomo-Ragno“ citato nel videogame della Marvel su Spider-Man mi ha fatto diventare con mio figlio e i suoi amici il padre dell’anno".

Con J-Ax racconta in "7080902000" la vostra generazione.

"Hilo vive a Roma con la madre, ma quando viene a Pavia da papà e dai nonni riunendo le tre generazioni, può capitare che i miei abbiano da ridire su come lo cresco. In questo pezzo rifletto su come pure loro, in fondo, vivessero una vita spericolata (il fumo, il motorino senza casco...). Ogni generazione va giudicata in base al suo contesto. Si cresce sbagliando, ma sbagliando si cresce".

Nel video di “Qualcosa di nuovo“ l’idea di far cantare Fabio Volo con la sua voce è la stessa di Elton John con Robert Downey jr. in "I want love". Perché l’ha girato in un bowling?

"Coi quei 10 birilli conta molto l’abilità, ma pure la fortuna, soprattutto per noi pippe. E quindi ci piaceva la metafora alla Big Lebowski. L’idea era traversare le fasi dell’amore di coppia, ma anche paterno, come si capisce dall’incontro con Hilo che è il motore centrale della mia vita". Ha detto che per lei cantare a San Siro 2 sere è al di là di ogni immaginazione. Poi è arrivato il Covid che sposta tutto.

"Cito l’illuminante frase del sommo poeta Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale, che vorrei tatuare sul petto: Pezzali che riempie 2 concerti a San Siro e subito dopo esplode una pandemia è la perfetta rappresentazione della ‘poetica della sfiga’ degli 883. Quei concerti sono il più grande regalo che potessero farmi la vita e i fans. La lezione: non dare per scontato tutto questo affetto".

Lei è uno dei colleghi a cui s’è rivolto Fedez con la sua proposta di creare un fondo per i lavoratori dello spettacolo. Che ne pensa?

"Ci sono, ma il nostro intervento dovrebbe coordinarsi con un piano welfare dello Stato. L’elemosina non è dignitosa".