L'isola di Madeira alla conquista dei nomadi digitali
L'isola di Madeira alla conquista dei nomadi digitali

I cosiddetti nomadi digitali non si lasciano frenare dai confini geografici, dal mutuo e da tutte quelle cose che inchiodano i comuni salariati. Professionisti dello smart working intercontinentale, senza i vincoli di radici fisse, girano il mondo vivendo e lavorando dove li porta l'ispirazione (a patto che Internet funzioni bene). Fra le destinazioni preferite negli ultimi anni ci sono Bali, la Thailandia e gli altri paesi del Sud-est asiatico, ma adesso alla mappa si aggiunge un nuovo punto caldo: l'isola portoghese di Madeira, che a inizio febbraio inaugurerà il primo villaggio per nomadi digitali d'Europa.

L'iniziativa, battezzata Digital Nomads Madeira, accoglierà i residenti temporanei nel borgo di Ponta do Sol. Avranno a disposizione alloggi a prezzo amichevole, servizi dedicati, uno spazio gratuito per lavorare e connessione Internet superveloce, senza contare la natura, il clima e la cucina gradevolissimi dell'arcipelago. Sono previsti anche degli eventi appositamente organizzati per cementare la comunità dei nomadi digitali e coinvolgerli nella vita della gente del luogo.

La nascita del villaggio è il frutto della collaborazione fra l'amministrazione locale, l'incubatore Startup Madeira e Gonçalo Hall, il nomade digitale giramondo che per primo ha avuto l'idea e adesso è impegnato come consulente del progetto. In una intervista a 150sec ha detto che il villaggio è pensato per accogliere cento ospiti alla volta, ma che in pochi giorni sono già giunte trecento richieste e che quindi si farà il possibile per aumentare il numero di posti. La prima fase del Digital Nomads Madeira partirà l'1 febbraio per concludersi il 30 giugno; è richiesta ai nomadi una presenza minima di un mese, ma in media i candidati hanno espresso l'intenzione di fermarsi sull'isola un paio di mesi. Potendo, come dargli torto.