© Elliott Erwitt / MAGNUM PHOTOS | Elliott Erwitt, France, Provence (1955)
© Elliott Erwitt / MAGNUM PHOTOS | Elliott Erwitt, France, Provence (1955)

Reggio Emilia, 23 aprile 2018 - Sex & Revolution, spazio alla sessualità: 300 “reperti”, oggetti simbolo, dalla pillola al vibratore 
È la Mostra che idealmente dà l’avvio al programma di Fotografia Europea 2018, l’esposizione a Palazzo Magnani - curata da Pier Giorgio Carizzoni, sotto la direzione scientifica di Pietro Adamo, docente all’Università di Torino - , capace di offrire un quadro poliedrico e completo sulle origini e gli sviluppi della rivoluzione sessuale tra gli anni ’60 e ’70. Oltre 300 i pezzi in esposizione - dalle sequenze cinematografiche alle fotografie, dai fumetti ai rotocalchi, libri e locandine di film, dai brani musicali alle installazioni multimediali, oggetti di design, musica e molto altro - tutti rigorosamente d’epoca.
Sex and Revolution! Immaginario, utopia, liberazione (1960-1977) - Reggio Emilia, Palazzo, corso Garibaldi 29/31 - Fino al 17 giugno - Info 0522/444446, www.fotografiaeuropea.it 
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Robert Capa, Retrospective, dal 1936 al 1954. Come eravamo: 107 scatti in bianco e nero Palermo: 12 sezioni e i ritratti di amici e star 
Gli scatti di Robert Capa, soprattutto quelli che riprendono volti e scorci di guerra, sono universalmente considerate icone del fotogiornalismo. Un centinaio di quelle foto compongono ora la mostra allestita nell’Albergo dei poveri di Palermo dal 25 aprile al 9 settembre. Fanno parte di un repertorio storico che copre un periodo tra il 1936 e il 1954, l’anno in cui il fotoreporter americano di origini ungheresi venne dilaniato in Indocina da una mina anti-uomo. Alla base di una tecnica che è stata molto ammirata c’è una filosofia operativa che Capa declinava in questo modo: «Se la foto non è buona non sei abbastanza vicino». L’applicazione di quel semplice teorema è stata alla base del successo professionale di Capa ma anche della sua fine atroce a soli 41 anni. La rassegna di Palermo, curata da Denis Forti, presenta 107 foto in bianco e nero tra le più celebri firmate dal fotografo fondatore di Magnum Photos nel 1947 insieme con Henri Cartier-Bresson, George Rodger, David "Chim" Seymour e William Vandivert. Eliminando le barriere tra fotografo e soggetto, le opere di Capa raccontano la sofferenza, la miseria, il caos e la crudeltà della guerra. Gli scatti ritraggono cinque grandi conflitti mondiali del XX secolo. «Se la tendenza della guerra - osserva Richard Whelan, biografo e studioso di Capa - è quella di disumanizzare, la strategia di Capa fu quella di ri-personalizzare la guerra registrando singoli gesti ed espressioni del viso». L’esposizione si articola in 12 sezioni: Copenhagen 1932, Francia 1936-1939, Spagna 1936-1939, Cina 1938, Gran Bretagna e Nord Africa 1941-43, Italia 1943-44, Francia 1944, Germania 1945, Europa orientale 1947, Israele 1948-1950, Indocina 1954. La mostra include una sezione dedicata ai Ritratti di amici e artisti: Gary Cooper, Ernest Hemingway, Ingrid Bergman, Pablo Picasso, Henri Matisse, Truman Capote, John Huston, William Faulkner, Capa stesso insieme a John Steinbeck, e infine un ritratto del fotografo scattato da Ruth Orkin nel 1951. Una sezione è dedicata alle foto scattate da Capa in Sicilia dove era giunto nel luglio 1943 al seguito della Settima Armata del generale George D. Patton
Robert Capa, Retrospective: Albergo dei poveri di Palermo - Da mercoledì 25 aprile all’8 settembre - Info 091/7657621, www.mostrarobertcapa.it
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Elliott Erwitt, Personae: colore inedito. A Lecce immagini iconiche del fotografo della commedia umana
Oltre 120 scatti, immagini d’autore nel Castello Carlo V di Lecce, la più grande opera fortificata della Puglia, dannovita alla mostra Elliott Erwitt “Personae”, la prima grande retrospettiva, a cura di Biba Giacchetti, delle immagini del fotografo nato a Parigi nel 1928. La mostra comprende oltre 120 scatti che Erwitt ha selezionato personalmente con la curatrice, nel suo studio di New York, traendoli dal suo archivio. I suoi click in bianco e nero sono ormai diventati icone della fotografia, esposti con grande successo a livello internazionale, mentre la sua produzione a colori è quasi del tutto inedita. Il percorso espositivo mette in evidenza l’eleganza compositiva, la profonda umanità, l’ironia e talvolta la comicità del fotografo americano, tutte caratteristiche che rendono Erwitt un autore amatissimo e inimitabile, non a caso considerato “il fotografo della commedia umana”. Marilyn Monroe, Che Guevara, Sophia Loren, John Kennedy, Arnold Schwarzenegger, sono alcune delle celebrità colte dal suo obiettivo ed esposte in mostra. Su tutte Erwitt posa uno sguardo acuto e al tempo stesso pieno di empatia, dal quale emerge l’ironia e la complessità del vivere quotidiano. Con lo stesso atteggiamento, d’altra parte, Erwitt rivolge la sua attenzione a qualsiasi altro soggetto. Con il titolo “Personae” si allude proprio a questa sua adesione alla vita concreta degli individui e, nello stesso tempo, a un senso della maschera e del teatro che si manifesta in alcune foto che sono una dissacrante parodia del mondo dell’arte contemporanea. 
Elliott Erwitt “Personae”, Castello Carlo V di Lecce - Fino al 9 settembre - Info 083/2246517, www.mostraerwitt.it
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Canaletto, 1697-1768. Al Museo do Roma il più grande nucleo di opere mai esposto: 42 dipinti, capolavori, 9 disegni e 16 libri 
In occasione del 250° anniversario della morte del grande pittore veneziano, Palazzo Braschi ospita la mostra “Canaletto 1697-1768”, il più grande nucleo di opere di sua mano mai esposto in Italia: 68 tra dipinti, disegni e documenti, arrivati a Roma da alcuni dei musei più importanti del mondo: tra questi il Museo Pushkin di Mosca, il Jacquemart-André di Parigi, il Museo delle Belle Arti di Budapest, la National Gallery di Londra e il Kunsthistorisches Museum di Vienna . Presenti anche alcune opere conservate nelle collezioni britanniche per le quali sono state appositamente create e altre provenienti dai musei statunitensi di Boston, Kansas City e Cincinnati. Canaletto è uno dei più noti artisti del Settecento europeo: con il suo genio pittorico ha rivoluzionato il genere della veduta (ritenuto fino ad allora secondario) mettendolo alla pari con la pittura di storia e di figura, anzi, innalzandolo a emblema degli ideali scientifici e artistici dell’Illuminismo. Le opere in mostra testimoniano la sua creatività innovativa; tra i capolavori esposti nella Capitale, anche “Il Canal Grande da nord, verso il ponte di Rialto”, e “Il Canal Grande con Santa Maria della Carità”
 “Canaletto 1697-1768”, Roma, Palazzo Braschi - Fino al 19 agosto - Info 06/0608, www.museodiroma.it