La bolla d'aria dell'Anolis aquaticus (foto Lindsey Swierk/Binghamton University)
La bolla d'aria dell'Anolis aquaticus (foto Lindsey Swierk/Binghamton University)

Non tutte le lucertole rinunciano alla coda in caso di pericolo. Quella che vedete nella foto qui sopra (nome scientifico: Anolis aquaticus), opta ad esempio per una strategia differente: quando percepisce una minaccia si rifugia in acqua, dove può rimanere immersa per svariati minuti grazie a una bolla d'aria che funge da bombola di ossigeno. La scoperta, fatta qualche tempo fa da un gruppo internazionale di ricercatori, è stata ora descritta in modo dettagliato sulla rivista Current Biology.

In natura, diverse creature di piccole dimensioni respirano sott'acqua sfruttando le bolle d'aria; tra questi ci sono insetti e alcuni ragni. Per i rettili e in generale i vertebrati il discorso è invece diverso, in quanto le dimensioni del corpo impongono un tasso metabolico più elevato, e quindi maggiori quantità di ossigeno. Da qui si capisce il motivo per cui gli scienziati hanno mostrato interesse nell'osservare che l'Anolis aquaticus poteva resistere in ambiente liquido fino a 18 minuti. "Sono rimasto colpito e piuttosto confuso riguardo alla durata dell'immersione, il che mi ha invogliato a dare un'occhiata più da vicino con una fotocamera subacquea", ha spiegato l'ecologa della Binghamton University Lindsey Swierk, coautrice dello studio.

L'analisi dei filmati ha suggerito che le lucertole espirino l'aria in una bolla fissata all'altezza muso, per poi inalarla di nuovo con una manovra ribattezzata rebreathing. Secondo gli scienziati le squame idrorepellenti mantengono la bolla nella corretta posizione sopra le narici del rettile. Successive misurazioni hanno inoltre messo in luce che i livelli di ossigeno all'interno delle sacche tendono a diminuire nel tempo, a effettiva riprova che si tratta di riserve di gas utili alla respirazione.

Swierk e colleghi non sono del tutto certi su quale sia l'esatto principio di funzionamento della bolla d'aria. Se di base potrebbe funzionare come una semplice riserva di ossigeno, i ricercatori non escludono il fatto che possa anche aiutare le lucertole a espellere l'anidride carbonica in eccesso, dato che di norma la CO2 riduce la capacità dei rettili di trattenere il respiro. Un'altra ipotesi prevede che la bolla sia una specie di calamita, che attira l'ossigeno presente in acqua tramite un processo di diffusione (ossia il passaggio di una sostanza da una zona ad alta concentrazione ad una a bassa concentrazione).

Il genere Anolis comprende oltre 400 specie, diverse delle quali si cibano di piccoli animali acquatici, tra cui pesci e crostacei. Per questa ragione, concludono gli autori, è possibile che la tecnica di respirazione subacquea venga utilizzata dalle lucertole non solo per tenere alla larga i nemici, ma anche per andare in cerca di gustosi spuntini.