Domenica 14 Luglio 2024

Lite Ramazzotti-Virzì. La denuncia di lui: “Micaela mi insultava, poi l’aggressione di Pallitto”

La versione presentata dal regista livornese e dalla figlia Ottavia ai carabinieri della stazione Aventino

Micaela Ramazzotti e Paolo Virzì (Ansa)

Micaela Ramazzotti e Paolo Virzì (Ansa)

Roma, 20 giugno 2024 – "Martedì sera stavo passeggiando con i miei figli in cerca di un ristorante dove cenare, quando da uno dei tavolini siamo stati attirati dagli insulti della mia ex moglie”. E’ quanto riportato nella denuncia depositata dal regista Paolo Virzì, insieme alla figlia Ottavia, sulla lite furibonda scoppiata casualmente in un ristorante fra lui e l’ex moglie Micaela Ramazzotti, in cui sono volati piatti e posate. I due si sarebbero ritrovati per caso nello stesso locale all’Aventino e alle escandescenze avrebbero assistito anche i figli della coppia.

“Passando davanti al ristorante 'L'Insalata Ricca' in piazza Albania – continua il racconto di Virzì ai carabinieri della Stazione Aventino – ho visto mia figlia minore seduta a uno dei tavolini fuori con la madre e il compagno. Volevo salutare la bambina, quindi mi sono avvicinato con nostro figlio. Immediatamente sono stato affrontato dal compagno della mia ex (il personal trainer Claudio Pallitto) che si è frapposto in modo aggressivo", come riporta l’Adnkronos che ha potuto visionare l’esposto. Anche il regista conferma il filmato girato dalla figlia maggiore, ma per documentare l'aggressione che ha poi portato a graffi sulle braccia e strattoni e quindi cinque giorni di prognosi.

La replica di Ramazzotti 

Secondo le fonti dell’Agi, anche Ramazzotti ha sporto denuncia contro l’ex marito, rivolgendosi ai carabinieri della stazione di Aventino. L’attrice avrebbe replicato duramente: “Non intendo entrare nel merito di vicende che, sono certa, verranno chiarite dalle Autorità giudiziarie a ciò preposte. Non resto sorpresa dall'affannoso tentativo di Paolo di voler preservare solo la propria immagine pubblica. D'altra parte, ha sempre tenuto più a quella che alla serenità della propria famiglia e dei propri affetti o presunti tali”.